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Alloggi universitari. Il Governo: “Con la legge di bilancio stanziati 400 milioni, in futuro circa 14mila posti letto in più”

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La piaga del caro affitti colpisce ancora: ad aumentare, di pari passo con l’inflazione, non sono solo le rate del mutuo, ma anche i canoni di affitto per gli studenti universitari.

A puntare i riflettori sul tema è stata Ilaria, la giovane studentessa che ha dormito alcune notti in tenda fuori dal Politecnico di Milano. Il suo esempio è stato poi seguito da molti, tanto che le proteste si sono diffuse in tutta Italia, tanto da dividere la politica.

La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha manifestato la sua solidarietà: «Siamo vicini alle studentesse e agli studenti che stanno manifestando contro il caro affitti. È diventato impossibile per loro trovare una casa e questo incide sul diritto allo studio, fondamentale nel nostro Paese. Il Pd continuerà a spingere per convincere il governo a tornare indietro sull’errore madornale che ha fatto cancellando il fondo per gli affitti di 330 milioni di euro».

Per la destra è intervenuto Giuseppe Valditara, Ministro dell’Istruzione e del Merito, spiegando che quello del caro affitti “è un problema grave e serio ma tocca le città governate dal centrosinistra”. Mentre Francesco Giubilei, collaboratore del Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, ha polemizzato su Twitter: «Se invece di passare le loro giornate a fare il campeggio in tenda fuori dall’università, certi pseudo studenti passassero il tempo a studiare, potrebbero costruirsi un futuro migliore come fanno migliaia di giovani (tanti pendolari) che con sacrificio frequentano l’università».

A non aver preso posizioni sulla questione è stato Matteo Renzi, leader di Italia Viva che ha dichiarato:  «Da un lato trovo sbagliata l’ideologia a sinistra di chi dice ‘poveri ragazzi li stiamo rovinando’, oppure a destra di chi dice ‘fannulloni’. Dall’altro penso che la politica sia in ritardo su questo tema».

Nel frattempo gli universitari hanno continuato a protestare perché per loro il diritto all’alloggio è, al tempo stesso, il diritto allo studio, infatti la loro è una battaglia per l’università come diritto e non come privilegio, ecco perché il tema del caro affitti è potenzialmente esplosivo.

Ma gli studenti devono essere aiutati a prescindere oppure devono essere premiati solo se sono meritevoli? E ancora, il tema degli alloggi è pubblico e riguarda lo Stato o è dei privati e allora gli affitti sono frutto della libera concorrenza e della speculazione?

Il governo ha iniziato a trattare l’argomento con un provvedimento ad hoc. Ecco di che si tratta, secondo una nota diramata dal ministro dell’Università Anna Maria Bernini.

“Tra gli interventi previsti per potenziare il numero di posti letto per gli studenti universitari, il Governo, che considera il diritto allo studio una priorità, con la Legge di Bilancio 2023 ha rifinanziato il Fondo della legge 338 con 400 milioni aggiuntivi in tre anni. Queste risorse si sommano a quelle ordinarie, per un totale di 567 milioni di euro, con le quali nei prossimi anni potranno essere realizzati circa 14mila posti letto in più da destinare al diritto allo studio. Tra l’altro, con la stessa Legge, sono stati stanziati 500 milioni di euro, in due anni, per aumentare il numero e l’importo delle borse di studio. Per quanto riguarda il PNRR, il Piano destina 960 milioni di euro per la creazione di 60mila nuovi posti letto entro il 30 giugno 2026. ll percorso si snoda in due fasi: un primo intervento, già realizzato entro l’inizio del 2023, ha portato alla creazione di posti letto tramite procedure di acquisto o di locazione di lungo termine. Con 300 milioni di euro sono stati creati 8.581 posti letto aggiuntivi, di cui 7.524 già assegnati a studenti universitari. Di questi, 2.173 sono stati realizzati da Enti DSU e Università, e pertanto direttamente assegnati agli studenti tramite graduatorie per il diritto allo studio (stabilite su base regionale tramite scorrimento). Il restante, pari a 5.840 posti letto, è stato realizzato da altre tipologie di soggetti che perseguono per finalità sociale l’ospitalità studentesca (ad esempio Collegi di merito, fondazioni, etc.). Un secondo intervento di più ampio respiro, previsto dal PNRR, prevede la creazione di 52.500 posti letto a cui saranno destinati 660 milioni di euro. In questo caso, lo stesso PNRR prevede l’ingresso degli operatori privati all’interno del mercato, in quanto il solo settore pubblico non sarebbe in grado di soddisfare integralmente la domanda, anche considerati i tempi di realizzazione imposti dal Piano (30 giugno 2026). Il sostegno finanziario sarà relativo agli oneri connessi alla gestione delle residenze universitarie da parte di operatori qualificati (ma non saranno finanziate spese per la costruzione, la ristrutturazione, l’acquisto o la locazione di immobili da adibire a residenze universitarie). La misura è in corso di attivazione nelle prossime settimane e prevedrà l’obbligo in capo ai soggetti che realizzeranno le residenze universitarie, tra condizione necessaria per l’accesso ai contributi ministeriali, l’applicazione agli studenti di una tariffa calmierata rispetto ai corrispettivi medi di mercato. I corrispettivi saranno individuati dal MUR stesso su base regionale attraverso un apposito tavolo tecnico interistituzionale, al fine di garantire l’applicazione di tariffe calmierate (con una riduzione del 15%) e garantire il più ampio accesso alle strutture da parte degli studenti”.

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