Al via a Venezia la I edizione della Biennale della Sostenibilità dedicata al Mose

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(Adnkronos) – E’ cominciata la prima edizione della Biennale della Sostenibilità, manifestazione promossa e organizzata dalla Fondazione Venezia Capitale Mondiale della Sostenibilità / Venice Sustainability Foundation (Fvcms/Vsf) che si snoderà fino al 25 novembre in una serie di eventi dedicati alla riflessione e al confronto internazionale sui temi dello sviluppo sostenibile del territorio, a partire dalle esperienze maturate a Venezia. Oggi, nella Sala Squadratori dell’Arsenale di Venezia, nell’ambito del Salone Nautico 2023, il via a questa prima edizione dal titolo l”Era del Mose’ che prevede diverse iniziative tra cui conferenze, seminari, attività dedicate agli studenti, mostre, esposizioni. 

Il sistema di paratoie mobili che difende efficacemente Venezia e Chioggia dalle alte maree è infatti considerato una best practice a livello mondiale, sia da parte della comunità scientifica che si occupa di fenomeni legati ai cambiamenti climatici sia dalle amministrazioni delle città costiere di tutto il mondo che si stanno confrontando con sfide simili a quella veneziana.  

“Il Mose è la prima e più grande opera di sostenibilità che il nostro Paese può mostrare al mondo, la più grande opera di idraulica mobile della storia dell’umanità – dice il presidente della Fondazione Venezia Capitale Mondiale Sostenibilità Renato Brunetta – Il 70% della popolazione mondiale vive su aree costiere, in città su aree portuali ed è a rischio sopravvivenza a partire dal prossimo secolo. Il Mose, invece, dà sicurezza alla Città di Venezia per i prossimi cento anni, ma la può dare anche al resto del mondo. E’ un esempio di sostenibilità che Venezia vuole dare al mondo, è un bene pubblico che chiederemo all’Unesco di riconoscere come opera della cultura mondiale. L’Italia potrebbe regalare al resto del mondo i suoi brevetti, la sua tecnologia, la sua manifattura, la sua sicurezza. Ovviamente con tutte le modifiche e i miglioramenti che il tempo ci indicherà. Questo potrebbe essere il sasso che noi gettiamo nello stagno del futuro, cioè Venezia, la più antica città del futuro. Grazie al Mose non è più il mondo che salva Venezia, ma Venezia che salva il mondo”. 

“A Venezia succedono le cose prima che in altri luoghi – osserva Luigi Brugnaro sindaco di Venezia – Noi prima di altri subiamo i fattori e le conseguenze dei cambiamenti climatici; è un dato di fatto. Allora analizziamo e studiamo processi. Per esempio pensate al disinquinamento di Porto Marghera, pensate alla Cina che problemi avrà fra un po’, o l’India? Quei posti dove non c’è nessuna normativa ambientale? Noi facciamo bene il nostro compito qui. Dimostriamo cos’è un termovalorizzatore oppure cosa vuol dire il ciclo chiuso dei rifiuti. Non facciamoci, lo dico ai cittadini, prendere da tutte le paure di ogni persona che pensa che toccare o fare qualcosa vuol dire per forza creare un disastro. Bisogna credere anche nella scienza e nella tecnica. Si chiama ricerca, innovazione, ma ci vuole coraggio”. 

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