Patto Usa-Papua Nuova Guinea: inizia l’accordo anti-Cina

sabato, 17 Giugno 2023
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Nella giornata di mercoledì è stato ratificato Il patto di sicurezza firmato a Maggio a Port Moresby dal segretario di Stato di Washington, Antony Blinken, e dal primo ministro del paese dell’Oceania, James Marape.

Tramite l’accordo gli Stati Uniti hanno ottenuto l’accesso illimitato alle basi militari della Papua Nuova Guinea dove potranno dispiegare truppe, mezzi e ormeggiare navi.

Il Pentagono avrà quindi il controllo dei principali aeroporti del territorio, nonché di siti di importanza primaria, come la base navale di Lombrum sull’isola di Manus e il porto marittimo nella capitale Port Moresby.

L’accesso alla base di Lombrum, in particolare, potrebbe essere usato al fine di potenziare i siti militari che gli Stati Uniti hanno già a Guam, i quali potrebbero avere un ruolo chiave in caso di conflitto a Taiwan.

Inoltre l’accordo fornirà 45 milioni di dollari al Paese del Pacifico meridionale per la cooperazione economica e di sicurezza, secondo quanto rende noto il Dipartimento di Stato Usa, e prende in considerazione anche le aree del contrasto alla criminalità transnazionale e della mitigazione degli effetti della crisi climatica.

Il patto avrà, inoltre, come scopo il rafforzamento della cooperazione bilaterale, il miglioramento delle capacità delle Forze di Difesa della Png e l’aumento della stabilità e della sicurezza del paese.

Si tratta di un accordo storico, che cambierà inevitabilmente gli equilibri geopolitici nel Pacifico. È bene sottolineare però che all’interno del paese oceanico,non tutti si sono mostrati favorevoli alla nuova alleanza.

Difatti gli oppositori hanno accusato il primo ministro James Marape di aver rinunciato alla sovranità territoriale del paese, favorendo gli interessi degli Stati Uniti e mettendo a rischio la sicurezza della nazione. Tra coloro che si sono mostrati contrari all’accordo vi è anche l’ex primo ministro Peter O’Neill, secondo cui il patto ha favorito a porre  “un bersaglio sulla schiena della Papua Nuova Guinea”.

Quella dell’ex premier papuano è una preoccupazione lecita, ma il focus della questione non è di certo sulla sovranità territoriale. Ciò che dovrebbe suscitare interesse è la posizione strategica che la nazione assumerà d’ora in poi. Essa infatti sarà l’epicentro del braccio di ferro politico e diplomatico tra Washington e Pechino.

Difatti in termini di sicurezza, la funzionalità delle nuove basi americane in Oceania sarà tale da poter aggirare la Cina nel Pacifico. In questo senso la nuova intesa favorirà la sfera d’influenza statunitense nell’Indo-Pacifico, ma al contempo produrrà una rapida escalation in termini di competizioni tra USA e RPC.

La rilevanza della questione è evidente ed è dimostrata dal fatto che nonostante l’accordo sia stato stipulato tra USA e Papua Nuova Guinea ,gli occhi del mondo e della società internazionale sono puntati su Pechino.

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