Marcia su Mosca: ecco le tre ipotesi più vere

domenica, 25 Giugno 2023
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La vicenda dell’oligarca russo Evgeny Prigozhin ha tenuto con il fiato sospeso il mondo intero. Il capo della milizia privata Pmc Wagner si era opposto all’inquadramento dei suoi soldati nei ranghi dell’esercito della Federazione Russa. Poi, alcune ore fa è passato ad insultare apertamente i vertici militari della Federazione Russa, tra cui il Ministro della Difesa, Sergei Shoigu, il Capo di Stato Maggiore Valerij Gerasimov e lo stesso presidente Vladimir Putin, definendoli incompetenti. Quindi si è messo alla testa dei suoi miliziani, 25.000 uomini circa e ha iniziato una marcia dalla regione di Rostov verso Mosca.

I media di tutto il mondo hanno cominciato a parlare di una guerra civile all’interno della Russia. Putin ha parlato alla nazione a reti unificate tacciando di tradimento i militari della Pmc Wagner e paragonando la situazione a quella della guerra civile del 1917. Strana guerra civile, non si è sparato neanche un colpo. L’esercito regolare ha lasciato transitare i miliziani della Pmc Wagner fino a Voronezh e, nonostante il convoglio marciasse in fila indiana, nessun aereo militare russo l’ha bombardato dall’alto. Nella capitale è stato dichiarato un blando “allarme terrorismo” e lunedì a Mosca non si lavorerà. Poi, con la mediazione del leader bielorusso, Aleksandr Lukashenko, la rivolta è rientrata. Prigozhin ha dichiarato che non voleva spargere sangue russo e che sospendeva la sua marcia in direzione di Mosca. Anzi ha detto che la Pmc Wagner si sarebbe riposizionata lungo la linea del fronte in Ucraina. L’esercito ucraino ha tentato di approfittare della situazione di incertezza, lanciando un’offensiva, ma non è riuscito a riconquistare terreno, subendo altresì molte perdite.

Che storia è questa? Il tentativo di scatenare una guerra civile è da escludere decisamente. Chi pensa di iniziare una guerra fratricida lo fa per ragioni molto serie e non si ferma a metà strada per la mediazione di un leader come Lukashenko, per giunta straniero.

E’ stata forse una rivalsa di persone che fanno il “lavoro sporco”, mentre i generaloni russi fanno la bella vita a Mosca? Soprattutto perché questi miliziani non vogliono essere inquadrati nei ranghi dell’esercito russo, ma rimanere una milizia privata. Questa è un’ipotesi plausibile. Allora, la marcia su Mosca mostra il suo vero volto: una sceneggiata per fare impressione sul governo della Federazione Russa e ottenere maggiore potere contrattuale.

C’è, però, un’altra ipotesi da considerare, molto più intrigante. Prigozhin è sempre stato e continua ad essere il fedele uomo di Putin. Perciò aiuta il suo capo a liberarsi non soltanto dei nemici esterni – gli ucraini e la Nato – ma soprattutto dei nemici interni, la cd. “quinta colonna” composta da elementi liberali, filo-occidentali e comunque da oppositori. Cosa che risulta assai utile ora che la Russia ha dichiarato guerra senza quartiere all’Occidente nel suo complesso.

 

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