Per gli intenditori del settore bellico, soprattutto in termini di compagnie militari private Evgenij Prigozhin è un nome senz’altro familiare, per i più invece è diventato noto solo nelle ultime ore. Inaspettatamente da quello che si potrebbe pensare Prigozhin non ha sempre operato all’interno dei settori che interessano il gruppo Wagner,ma bensì ha iniziato la propria ascesa al poter facendo un mestiere totalmente diverso:il cuoco.
Dopo 13 anni di carcere l’oligarca è riuscito ad aprire un primo ristorante “la vecchia dogana” per poi aprirne un secondo,di un livello nettamente superiore,tanto da essere classificato come un locale di lusso. È proprio all’interno di questo locale che Putin ha sempre portato i suoi ospiti di spessore, a partire da Jacques Chirac fino ad arrivare a George Bush.
Raggiunta la vetta in ambito culinario il cuoco di Putin non si ferma e decide quindi di ampliare il proprio raggio d’azione. Difatti ad oggi Prigozhin è noto per essere il fondatore del gruppo Wagner. Ufficialmente si tratta di un gruppo indipendente di mercenari privati,ufficiosamente si tratterebbe,ad avviso di molti, di un’unità diretta finanziata dal Cremlino e quindi diretta dal Ministero della difesa russo.
La strategicità della compagnia risiede nel fatto che il suo spazio d’azione rientra nei conflitti dov’è richiesta la possibilità di dichiararsi non colpevoli ,in linea con la plausible deniability. In questo senso il gruppo esercita una larga sfera d’influenza in Medio Oriente, in Libia, nell’Africa sub-sahariana e in Ucraina. Prova ne è che con l’inizio del conflitto russo-ucraino l’ex-chef di Putin è diventato uno dei protagonisti della guerra.
Anche per queste ragioni a Novembre la Wagner viene inclusa dall’Eurocamera nella lista delle organizzazioni terroristiche. Prigozhin non ha tardato nel rispondere alle accuse del Parlamento Europeo inviando un regalo agli eurodeputati: la custodia di un violino, con dentro un martello insanguinato.
In questo senso il fondatore di Wagner, è tornato al centro del dibattito mediatico per un gesto alquanto inaspettato. Nella notte tra venerdì 23 e Sabato 24 giugno Prigozhin ha guidato i suoi uomini a Rostov e si è impossessato dei distretti militari.
In seguito altre truppe della Wagner hanno attaccato con successo i siti militari di Voronezh più a nord e si sono spinte fino a circa 200 chilometri da Mosca. Il Cremlino a seguito dell’annuncio di Prigozhin di voler arrivare fino a Mosca, ha organizzato dei checkpoint intorno alla capitale e schierato gli uomini della Guardia nazionale nei punti nevralgici della metropoli.
In alcuni punti si sono viste delle gru in azione per distruggere l’asfalto delle strade e ostacolare il cammino dei ribelli. La marcia di protesta si è conclusa con un accordo da parte del leader bielorusso Alexander Lukashenko. Esso prevede il trasferimento di Prigozhin in Bielorussia e quindi la mancata possibilità di un processo per ammutinamento.
Poco dopo il leader di Wagner ha confermato l’accordo, dicendo di aver cessato la marcia per evitare spargimenti di sangue ,cioè in termini concreti, per evitare una guerra civile. L’operazione di Sabato ha lasciato nei più un forte sentimento di interdizione,poiché la fedeltà dell’oligarca nei confronti dello Zar è sempre stata esplicita, sia nelle vesti da cuoco che nel recente ruolo di capo della celebre compagnia militare.
Tra le ragioni che hanno spinto Prigozhin ad un gesto tanto estremo vi è senz’altro il decreto russo del 10 Giugno. Il decreto prevede un obbligo,a partire dal primo Luglio,secondo il quale le compagnie russe di mercenari dovranno firmare un accordo con il ministero della difesa russo.
Tale disposizione avrà probabilmente fatto sentire la Wagner alle strette,tanto da scatenare il putiferio delle ultime ore. Durante la mattinata di Sabato Putin ha definito la ribellione di Sabato come atto di tradimento mentre Prigozhin per 48h ha preferito il silenzio.
L’ex-chef è poi ricomparso con un audio di 11 minuti,dove ha spiegato gli obiettivi del colpo. Stando alle sue dichiarazioni non era sua intenzione rovesciare il governo russo, al contrario il suo fine ultimo era quello di protestare contro il decreto di Shoigu che indebolisce la Wagner.
Nonostante la sua volontà non fosse quella di contrapporsi allo zar,alcune sue affermazioni sembrerebbero suggerire il contrario. Infatti Prigozhin ha voluto sottolineare il fatto di essere arrivato a 200 km da Mosca. Questo, a suo avviso, sarebbe sintomo di gravi problema di sicurezza che investono la Federazione.
Sembrerebbe quasi che il proposito del fondatore di Wagner fosse quello di dimostrare che senza il supporto della compagnia la difesa russa non ha grandi assi nelle maniche e purtoppo,visto l’evolversi dei fatti,sembrerebbe essere così.



