Pubblichiamo la replica pubblicata sul Corriere della Sera da. Segretario Generale Flaei Cisl
Gentilissima dott.ssa Gabanelli,
Sul Corriere della Sera di oggi è stato pubblicato un articolo a sua firma dal titolo tanto forte quanto non veritiero (la stessa parola “ruba”, riferito alla Sogin, è quanto meno offensiva); un articolo che affronta il tema dello smantellamento degli impianti nucleari in Italia, parlando in particolare di questa società.
Non sfugge ovviamente a chi scrive la sua competenza ed autorevolezza, essendo lei una delle giornaliste di punta nel panorama nazionale.
Il titolo dell’articolo, come dicevo, è certamente ad effetto – I 4,3 miliardi “rubati” sulla Bolletta elettrica – e fa un excursus circa i ritardi accumulati dalla società negli ultimi 20 anni, i tempi e i costi che, negli anni, sono notevolmente aumentati.
Non è la prima volta che tale argomento è stato affrontato anche dai suoi colleghi; analisi spesso alimentate da fonti interne ed interessate sul piano personale; tutte finalizzate a sostenere la tesi di Sogin come uno dei tanti “carrozzoni” nazionali. Certamente la questione relativa ai ritardi dello smantellamento nucleare in Italia è un tema di tutta evidenza.
La Flaei tuttavia, non solo non condivide la totalità delle notizie riportate, ma come sindacato espressione del comparto elettrico italiano ritiene di possedere qualche elemento conoscitivo in più per meglio inquadrare la “vicenda Sogin”.
Se negli ultimi 20 anni di vita di Sogin, dove si sono alternati decine di figure tra commissari ed amministratori delegati – talune di assoluto livello sul piano della preparazione personale – il comune denominatore è stato l’accumularsi di ritardi, bisogna ammettere anche che le attività di smantellamento degli impianti nucleari sono materia piuttosto complicata da affrontare e pianificare.
Molto spesso tali ritardi sono dovuti, oltre alle oggettive difficoltà di confezionare gare di appalto adeguate, pure a cause esterne che rallentano le tempistiche di esecuzione dei lavori.
Per non parlare delle “date magiche”, fissate a tavolino, che diventano l’alibi per condannare l’azione e l’attività di società che cercano di reagire alle mille criticità che incontrano.
Le date magiche sono sbagliate, data la complessità dei processi, non verranno mai rispettate in pieno. E questo lo sanno tutti.
C’è un tema legislativo che appesantisce, inoltre, i tempi di esecuzione di lavori in tutte le varie fasi (progettazione, licensing, aggiudicazione…); non è un caso che nell’ultimo DPCM, firmato dall’allora Presidente del Consiglio Mario Draghi il 19 luglio 2022, all’Organo Commissariale siano stati attribuiti ampi poteri per accelerare le attività di smantellamento.
Tra gli attori coinvolti, non riportati nel suo articolo va citato anche l’ISIN (Ispettorato Nucleare per la Sicurezza Nucleare e la Radioprotezione). Approfondendo la materia emerge con chiarezza che il processo di gestione è sicuramente frammentato tra chi detiene la proprietà di Sogin, chi ne assicura l’indirizzo, chi si occupa dei processi di sicurezza e chi verifica il rispetto delle attività da riconoscere.
Ci sono ritardi legati alla realizzazione del Deposito Nazionale e del Parco Tecnologico, un’attività questa che deve essere eseguita per il conferimento dei rifiuti radioattivi prodotti dalle lavorazioni ed attualmente stoccati in depositi temporanei realizzati ed in corso di realizzazione; anche qui parliamo di attività che rallentano sicuramente il rispetto del piano dei lavori.
Insomma: per quanto riguarda le strategiche commesse sul decommissioning nucleare in Italia, c’è una situazione oggettivamente complessa che, come Flaei Cisl, riteniamo debba essere approfondita con più attenzione e spirito di verità, perché per i destini di questa nazione non va mai bene “buttare il bambino con l’acqua sporca”. D’altronde basta andare in giro nelle Centrali e negli Impianti, ma anche nella Direzione Generale, per rendersene conto. Nel gruppo Sogin ci sono tantissime eccellenze che quotidianamente portano avanti attività in condizioni difficili.
Come Flaei Cisl abbiamo più volte considerato la popolazione di lavoratrici e lavoratori Sogin come un’eccellenza internazionale che, al contrario, deve essere valutata con occhi diversi.
Lo ripetiamo: la modalità di raccontare “le vicende nucleari italiane” non fa bene ad un Gruppo di professionisti che stanno facendo tanto per il nostro Paese, nonostante ritardi e difficoltà.
Non entriamo poi nel merito della notizia del riconoscimento dei premi per il risultato conseguito nel 2022: se a fronte di un anno 2022, molto difficile per la vita del Gruppo Sogin, sono stati raggiunti gli obiettivi previsti di smantellamento fisico, ancora una volta dobbiamo ringraziare le lavoratrici ed i lavoratori di Sogin e Nucleco che hanno reso possibile tale risultato. Questo indipendentemente dal cambio vertici e del riassetto registrato in corsa.
Riguardo il futuro di Sogin infine, ribadiamo il nostro pensiero chiaro e lineare.
Ci aspettiamo un’azienda, non lottizzata politicamente, che si possa misurare sul “Piano a Vita Intera” (il piano industriale di Sogin) in condizioni di “normalità” e che veda nella Partecipazione alta e strategica delle Organizzazioni Sindacali la chiave di successo per la valorizzazione di questa eccellenza industriale italiana!
La Flaei Cisl c’è, non solo per raccontare le diverse anomalie che pure dentro il Gruppo Sogin esistono, ma per contribuire a fare di più e meglio per il supremo bene nazionale, tenuto conto che, a nostro avviso, una nazione come la nostra, priva di materie prime energetiche, deve ripensare quanto prima l’utilizzo della Fonte nucleare per competere alla pari con tutte le nazioni occidentali che, al contrario dell’Italia, questa forma di produzione l’hanno sempre mantenuta e sostenuta per abbattere i costi della bolletta e per non dipendere energeticamente da nazioni geopoliticamente instabili.
Speriamo – ma siamo convinti del contrario – che questa nostra posizione possa essere correttamente ospitata dalla prestigiosa testata per la quale lavora.
Amedeo Testa
Segretario Generale Flaei Cisl




Bella risposta precisa e lineare, ma cosa voleva dire?