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Allarme cyber: è boom di furti d’identità

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È al centro del dibattito mediatico la nuova sfida cibernetica che sta interessando tutto il territorio nazionale. Stanno aumentando in questo senso le frodi creditizie e i furti d’identità, che stanno provocando non poche difficoltà in termini strategici e securitari.
A confermarlo è la stessa testata editoriale Cyber Security 360, esperta in guide e casi di studio sulla cybersecurity e il cyber crime. È quindi chiaro che le truffe online stanno aumentando e gli esperti di cybersecurity di tutto il mondo ne sono al corrente.
Come sottolineato dall’Osservatorio del CRIF, le frodi creditizie e i furti di identità sono in forte aumento e i truffatori del caso si interessano anche, inaspettatamente, di importi bassi.
Si tratta di un incremento pari al 20% sul credito e soprattutto sul credito al consumo. Nello specifico solamente nel 2022 il numero di frodi in Italia è cresciuto del 19,9%, superando i 34.300 casi, con un valore economico generale che è cresciuto del 6,3%.
L’iter dell’illecito in questo senso è nella maggior parte dei casi abbastanza lineare. Le frodi vengono realizzate tramite furto d’identità, con il successivo utilizzo illecito dei dati personali e finanziari altrui per ottenere credito o acquisire beni.
In merito alla questione è intervenuto anche Claudio Telmon, Senior Partner Information & Cyber Security at P4I Partners4Innovation: “tema delle frodi nel credito al consumo è un problema noto”, ha commentato il dottor Telemon “ma del quale si parla ancora troppo poco”.
Infatti in pochi sanno che Complessivamente, il danno stimato nel 2022 ha raggiuto i 132 milioni di euro, un chiaro aumento rispetto al 2021, anche se al numero maggiore di casi corrisponde una contemporanea diminuzione dell’importo medio frodato, che si attesta a 3.850 Euro,una diminuzione del 11,3% rispetto all’anno precedente.
Alla luce dei fatti,la domanda che tutti si pongono è univoca: come proteggersi dai furti d’identità? È evidente che la sfida delle frodi in ambito cibernetico non presente soluzioni nell’immediato.
L’unico metodo per avvicinarsi il più possibile ad una risoluzione è quella di attuare strategie di mitigazione. In questo senso i cyber criminali riescono ad attingere ad informazioni sensibili delle vittime di frodi tramite le vittime stesse.
Difatti gli utenti sono soliti a pubblicare sui social media dati anagrafici di loro spontanea volontà, senza pensare alle conseguenze. I consumatori quindi dovrebbero alzare il livello di attenzione alla protezione dell’identità digitale.
Dall’altro canto gli utenti,in completa autonomia,non hanno gli strumenti adatti per fronteggiare quella che da sempre è una minaccia della dimensione telematica.
Sarebbe quindi più che funzionale un intervento normativo, oppure come suggerisce il Dottor. Telmon si potrebbe promuovere ulteriormente l’attivazione, proprio in questo periodo, dell’Indice Nazionale dei Domicili Digitali (INAD), che potrebbe permettere a chi offra credito al consumo di segnalare in modo analogo agli interessati eventuali attivazioni di finanziamenti, riducendo, almeno in alcuni casi, quei tempi di rilevazione e quindi anche l’impatto dei singoli incidenti.

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