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«L’Italia al centro della massa d’aria calda subtropicale. Toccati i 40 gradi». Parla Alessandro Fuccello, Tenente Colonnello del CNMCA

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Da dove arriva questa ondata di caldo e quando finirà? Quali sono le città più a rischio e quali  le principali conseguenze?

Lo abbiamo chiesto ad Alessandro Fuccello, Tenente Colonnello del Centro Nazionale Meteorologia e Climatologia Aerospaziale dell’Aeronautica Militare.

 

Che cosa sono queste ondate di caldo?

« L’atmosfera è una danza planetaria di alta e bassa pressione. L’alta pressione è associata  al bel tempo , mentre la bassa pressione al brutto tempo, col vento che gira di conseguenza. In questi giorni è fermo.

Ora ci siamo imbattuti nell’aria subtropicale che era sul nord Africa, già molto calda, ma con una pressione più alta rispetto al solito, date le anomalie termiche di quest’anno. Il dibattito sulle cause è ampio. Si tratta di un trend climatico e la climatologia si confronta in trentenni. Il trend si muove verso una temperatura più alta alle nostre latitudini, ma sono molte le variabili da interpretare ed andare a definire i valori antropici esula dal compito di un meteorologo ».

Quali sono le zone maggiormente interessate?

«Il picco della bolla calda è su: Marocco, Algeria e Tunisia, investendo poi tutta la penisola Iberica. Il baricentro della massa d’ aria calda subtropicale è situato tra: la parte centrale della Spagna (Meseta centrale), la Francia meridionale, l’Italia e i Balcani».

Quanto durerà questo caldo?

Stando alle proiezioni avremo questa situazione fino al weekend. Il picco del caldo sarà tra il 18 al 19 luglio, dovremmo avere poi una certa attenuazione, stabilizzandoci all’incirca sui 32 gradi. A Roma ora siamo 4 gradi sopra il valore della media climatica degli ultimi trent’anni , che era già una media climatica calda. Da oggi a due settimane dovremmo tornare sui valori delle temperature medie di fine luglio. Ma l’atmosfera non conosce normale e anormale;  a giugno siamo andati anche sotto la media climatica dell’ultimo trentennio».

Da cosa è dovuta l’ondata di calore?

«Sta montando il Niño, un’ anomalia ad ovest delle acque del Pacifico. Si prospetta un’ipotesi di permanenza per le prossime due settimane. I climatologi sostengono che con l’arrivo del Niño l’estate si protragga anche oltre il periodo autunnale».

Quali sono gli effetti?

«Ieri sono stati toccati i 40 gradi in Sardegna, soprattutto nelle aree interne. Le aree costiere non raggiungono mai temperature troppo elevate per l’innescarsi delle brezze che portano umidità sulle coste con conseguenti temperature sui 32/33 gradi. Gli stessi anticicloni africani sono torridi, ma si umidificano sul mediterraneo».

Cosa fare e a chi rivolgersi?

«La protezione civile si occupa di dare le allerte meteo tramite i centri funzionali ed assieme all’istituto superiore della sanità emanano le allerte per le ondate di calore. Ora sono in fase di sperimentazione anche delle nuove applicazioni apposite.

L’aeronautica è responsabile delle previsioni per la parte aerea e marittima; ha anche un ruolo nella protezione civile, che però valuta aspetti più ampi rispetto a quello strettamente meteorologico».

Ma tutto questo caldo è normale?

«Il climatologo ragiona in termini di media.  Questo è stato un anno molto siccitoso. Ha compensato con molte precipitazioni che più si va verso l’estate e più diventano violente. Certo è che il caldo sia arrivato. La pressione nella sua tridimensionalità ha oggi valori eccezionali, che generalmente registriamo ogni 15 anni, ma gli stessi di quest’anno si sono verificati anche l’anno scorso. La volta ancora precedente era stata nel 2003. Cosa può essere definito normale quindi? »

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