Ucraina nella Nato? Campa cavallo…

martedì, 11 Luglio 2023
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Ucraina nella Nato? Il paradiso (dell’Occidente planetario) può attendere. L’Alleanza atlantica ha già fatto tanto per Kiev. Ma non può arrivare al punto da rischiare lo scontro diretto con Mosca solo per gratificare le smanie belliciste di Zelensky. Ci sono questioni di sicurezza che sono prioritarie a qualsiasi discorso politico.

Il vertice Nato di Vilnius ha sancito questa strategia dilatoria delle potenze occidentali. Il segretario generale dell’Alleanza, Jens Stoltenberg si è limitato a dire che «daremo segnale positivo» e che il «posto naturale dell’Ucraina è nella Nato». Ma come e quando ciò avverrà è tutto da vedere. Il comunicato finale del summit sarà sicuramente un capolavoro di equilibrismo.

Intanto i media occidentali enfatizzano il sì di Recep Tayyip Erdogan all’ingresso della Svezia nell’Alleanza atlantica. Ma a Volodymyr Zelensky non basta e il suo commento è risentito: «È assurdo che non ci sia un calendario né per l’invito né per l’adesione dell’Ucraina alla Nato e che si aggiungano strane formulazioni sulle condizioni anche solo per l’invito».

Il problema è che non basta un eventuale cessate il fuoco per consentire a Kiev di entrare nella Nato. Ci vorrebbe una pace vera e propria. Ma si tratta di una prospettiva remota se non addirittura fantapolitica. Ogni iniziativa di pace incontra infatti un limite invalicabile: nessuno dei belligeranti è disposto a rinunciare a nulla, neanche alla più piccola porzione di territorio, a fronte dei grandi costi subiti in termini di vite umane e distruzioni materiali.

L’unica strategia possibile è quella del logoramento. Strategia cinica ma sicura. È quella che  oggi consiste in un freno automatico al conflitto, una linea riservata di comunicazione tra Washington e Mosca volta a impedire che la guerra degeneri fino al coinvolgimento diretto della Nato o all’ipotesi sconvolgente del ricorso alle armi nucleari.

A garantire sul campo il funzionamento di questa valvola di sicurezza sarebbe, secondo quanto ha riferito nei giorni scorsi “Newsweek”, la Central Intelligence Agency, meglio nota con il suo acronimo di Cia. Il patto non scritto prevedrebbe, da una parte, l’impegno Usa a far sì che le forze di Kiev non minaccino il territorio russo (possibilità che aprirebbe gli scenari più inquietanti) e, dall’altra, l’impegno russo a evitare escalation e ricorso all’atomica, ancorché “tattica”, ma capace di stermini di massa in pochi minuti. Per mantenere questo equilibrio gli uomini dell’Agenzia hanno il loro da fare, non solo con i russi, ma anche con gli ucraini. Pare che Washington non abbia gradito né il volo dei droni sul Cremlino né, in precedenza, l’attentato all’ideologo di Putin, Aleksandr Dugin, che è constato la vita alla figlia del filosofo, Dar’ja.

Nessuno insomma deve riportare una definitiva vittoria militare. La guerra in Ucraina potrà andare avanti ancora per anni. L’annuncio della fornitura di bombe a grappolo alle forze ucraine da parte degli Usa, annuncio che sta provocando in questi giorni varie polemiche in Europa, ha tutta l’aria di una mossa propagandistica. Non sappiamo se e quando tali bombe verranno effettivamente consegnate né sappiamo se e quando verranno mai impiegate. Zelensky si è affrettato a dire che tali ordigni (peraltro messi al bando dalle convenzioni internazionali) non verranno mai utilizzati in terra russa. Che vuol dire, forse che potrebbero venire impiegati sul teatro ucraino? Sarebbe davvero strano: le bombe a grappolo sono centinaia di piccoli ordigni che piovono da una bomba-madre di 4 tonnellate sganciata da un aereo. Una parte di queste bombe esplode subito, un’altra parte può rimanere latente per anni, con il risultato di rendere a lungo insicuro un territorio. Che farebbe alla fine Zelensky, rovinerebbe la vita della gente in terre ucraine eventualmente strappate all’invasore russo? Non pare davvero credibile.

Al dunque, per Kiev nella Nato non bisogna avere fretta. Il problema è che, anche con la strategia del logoramento, qualche incidente ci può sempre scappare. Ma, se l’Ucraina dovesse entrare nell’Alleanza atlantica, è sicuro che qualcosa di grave accadrebbe. Presto.

 

 

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