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“Suntan” di Argyris Papadimitropoulos al cinema per la rassegna sulla New Wave greca

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“Suntan” di Argyris Papadimitropoulos, arriverà nelle sale italiane dal 13 luglio distribuito da Trent Film. Il film sarà il primo appuntamento al cinema della rassegna Greek Weird Wave 10, dedicata ad alcuni dei principali esponenti della New Wave greca, e che porterà nuovamente in sala anche i film “Miserere” (20 luglio) e “L – Un uomo, un’auto e un barattolo di miele” (27 luglio), entrambi diretti da Babis Makridis e sceneggiati da Efthymis Filippou, candidato al Premio Oscar® per “The Lobster” nel 2017 e autore delle sceneggiature di “Dogtooth” (2009), “Alps” (2011) e “Il sacrificio del cervo sacro” (2017) scritte insieme al regista Yorgos Lanthimos.

La vicenda si svolge su un’isoletta greca che prende vita solo nella stagione estiva. Qui, nel turbinio della movida d’Agosto, il timido medico locale Kostis si imbatte in un gruppo di giovanissimi vacanzieri e rimane stregato dallo spirito libertino della ventenne Anna. Ciò che inizia come un’infatuazione, insieme alla riscoperta della giovinezza perduta, si trasforma lentamente in un’ossessione: Kostis, infatti, sarà disposto a fare di tutto per tenersi Anna.

Girato durante l’estate sulla minuscola isola di Antiparos, frequentata dal regista fin dall’età di 15 anni, “Suntan” ci dimostra come l’abbronzatura sia una cosa bellissima, al contempo pericolosa e che svanisce rapidamente, proprio come la giovinezza.

“Poco più che quarantenne, il protagonista Kostis è un esemplare atipico del mondo adulto” – spiega il regista Argyris Papadimitropoulos – “Non ha una famiglia sua, a differenza della maggior parte degli uomini coetanei. Proprio come loro, però, è prigioniero del proprio corpo, costretto a restare a guardarlo appassire, incapace di resistere allo spietato scorrere del tempo. Si trova di fronte a cinque ottimi esempi di giovinezza – e la giovinezza è un periodo della vita che Kostis ha superato da tempo, probabilmente mai vissuto al massimo o come avrebbe voluto. È un momento di divertimento, svago e, soprattutto, di disattenzione fisica in cui il corpo comanda. È l’età in cui si desidera di più l’euforia, il gioco, la danza, l’innamoramento e l’inseguimento delle passioni della carne.”

L’eterna estate greca fornisce lo sfondo perfetto per questa stravaganza di desiderio e tutto ciò che ne consegue: flirt, sesso occasionale, droghe, alcol e spingersi oltre i limiti per vedere fino a che punto può arrivare il tuo corpo. Nell’esplorazione dei confini del protagonista e del suo viaggio nella terra sconosciuta della fisicità, il regista dichiara di essersi imbattuto in una terra a lui sconosciuta e, un po’ ironicamente, ha finito per scoprire un genere: il coming of age di mezza età.

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