Credo che la “controffensiva ucraina” sia ormai diventato il più orribile inferno mai esistito su questo pianeta, che in confronto le malebolge descritte da Dante Alighieri sembrano un tranquillo luogo di villeggiatura.
Innanzitutto, contrariamente a quello che viene insegnato in tutti i manuali di dottrina militare, le autorità ucraine per tutto l’inverno non hanno fatto altro che sbandierare la loro prossima imminente controffensiva. Alla faccia dell’effetto sorpresa, che avrebbe dovuto essere la cosa più importante in una controffensiva degna di questo nome. I russi, che invece alla dottrina militare ci tengono parecchio, hanno avuto tutto il tempo di fortificare i territori strappati all’Ucraina. Il sistema di fortificazioni russe consta di tre livelli. Il primo cerchio, il più esterno, è quello dei campi minati; il secondo livello contiene una serie di trincee e altri ostacoli frapposti all’avanzata dei mezzi blindati di Kiev; il terzo livello è quello dell’artiglieria, soprattutto a base di missili anticarro.
L’esercito ucraino aveva ricevuto una cospicua fornitura di carri armati da parte dell’Occidente, soprattutto Leopard tedeschi, Abrams e Bradley americani e Challanger inglesi. Forti di questi mezzi pesanti l’esercito ucraino ha lanciato una serie di offensive, che si sono schiantate sul muraglione delle fortificazioni russe. L’esercito ucraino non è riuscito a oltrepassare nemmeno il primo livello delle fortificazioni russe! Questi attacchi, soprattutto sulle direttrici di Zaporizhie e Bakhmut hanno lasciato sul terreno almeno 30.000 tra caduti e feriti ucraini e il 20% dei mezzi pesanti forniti dall’Occidente. Ad est in direzione di Kupiansk i russi sono passati perfino all’offensiva e stanno avanzando, strappando così ulteriore territorio all’Ucraina. Qual è la ragione di tale disfatta? Pare che sia sufficiente una sola mina o un solo missile anticarro russi per mettere fuori uso un carro armato occidentale e incenerire i suoi occupanti. Questa sarebbe l’amara sorpresa che nessuno poteva immaginare fino alla prova dei fatti. Resta da capire perché i poveri soldati ucraini debbano essere costretti a saltare sulle mine o essere fatti a pezzi dai missili dei russi. Semplice, se la controffensiva ucraina non ottiene risultati apprezzabili, lo zio Sam non scuce più un dollaro. Considerato, poi, l’andamento deludente della controffensiva ucraina, all’ultimo vertice Nato di Vilnius è stato fatto capire a Zelensky che di entrare nelle Nato non se ne parla nemmeno.
Ma, pochi analisti e commentatori hanno avuto il coraggio di dire la verità – tantomeno gli ucraini ovviamente -: sono proprio gli armamenti occidentali che non funzionano a dovere. Ovvero, per dirla a rovescio, la tecnologia militare russa è di qualità superiore a quella occidentale. E la cosa più incredibile è che Putin continua a dire che “non avete ancora visto niente”.



