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Lo strano ritorno del grande vecchio Kissinger con Xi Jinping

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Henry Kissinger ha incontrato Xi Jinping a Pechino un paio di giorni fa, ma nulla è trapelato in merito all’oggetto dei colloqui. D’altra parte Kissinger, che è stato segretario di Stato dell’allora presidente degli Usa Nixon, attualmente non ricopre incarichi governativi ufficiali. Così è stato ricevuto a Pechino come un vecchio amico e i colloqui si sono tenuti in forma rigorosamente privata. I cinesi non dimenticano che Kissinger negli anni ’70 è stato l’architetto dello storico riavvicinamento tra Cina e Stati Uniti, ma soprattutto dello sganciamento della Cina dall’Unione Sovietica. I due grandi paesi comunisti asiatici, da allora hanno marciato ciascuno in una propria direzione specifica. La Cina ha intrapreso una politica di intensa partnership industriale, economica e finanziaria con l’Occidente. L’Unione Sovietica è rimasta in una situazione di “guerra fredda”.

Oggi Cina e Russia sono alleate, per far fronte ad una minaccia comune: l’Occidente. Gli Usa speravano che, con la vetiginosa crescita economica cinese, il Partito Comunista Cinese mollasse un po’ del suo potere. Così non è stato. Gli Usa non riescono ad esercitare nessun genere di influenza sulla politica della Cina. Ecco dunque che, secondo i think tank americani, la Cina è diventata il pericolo n. 1, in quanto acquisterà entro il prossimo decennio un primato assoluto, economico, finanziario, politico e militare. Gli Usa vorrebbero circondare la Cina con le loro basi militari, ma non riescono a farlo perché dal lato continentale la Cina è protetta dalla Federazione Russa e quest’ultima ha opposto una barriera impenetrabile all’avanzata della Nato in Ucraina. Il pericolo n. 2 per gli Stati Uniti perciò è la Russia. Lo scopo della guerra in Ucraina era quello di circondare la Cina, ma l’Occidente si è impantanato nel conflitto senza ottenere risultati apprezzabili. Pertanto gli Stati Uniti, come ha consigliato di recente lo stesso Kissinger, dovrebbero velocemente disimpegnarsi dalla guerra in Ucraina e concentrare i loro sforzi per il contenimento della Cina nella regione Indo-Pacifico.

Ecco di cosa avrà parlato Kissinger con Xi Jinping: la rottura dell’alleanza strategica e militare fra Russia e Cina. Kissinger vuole evidentemente ripetere il giochetto che gli è riuscito negli anni ’70. Russia e Cina insieme sono un avversario troppo ostico, anche per gli Stati Uniti; sono infatti due paesi-continenti, che abbracciano parte dell’Europa e gran parte dell’Asia.

Ok, ma questa volta cosa ha da offrire Kissinger alla Cina in cambio della rottura della sua alleanza con la Russia? Il deep state Usa ha cominciato a distruggere statunitensi ed europei, stringendoli in una morsa di stag-flazione, deindustrializzazione e sottosviluppo con la scusa dell’emergenza climatica. Che cosa può promettere alla Cina? Forse quello che Polifemo ha promesso ad Ulisse nell’Odissea: “Nessuno lo divorerò per ultimo dopo i suoi compagni”.

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