Cavallette in spiaggia in Romagna, l’entomologo: “Colpa di vento e cambiamento climatico”

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(Adnkronos) – Nella Bibbia erano una piaga, (l’ottava), in Emilia Romagna rischiano di diventare un serio problema. Da qualche giorno, infatti, le cavallette che si sono riversate lungo tutta la Riviera – da Rimini a Cesena – hanno fatto fuggire di corsa gran parte dei bagnanti che si trovavano sul litorale. Ma cosa ha causato questa mini invasione? “Un mix di fattori”, spiega all’AdnKronos Claudio Venturelli, entomologo nel Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Ausl della Romagna. 

“Il riscaldamento globale, il cambiamento climatico, sono entrambi fattori che hanno favorito lo sviluppo delle cavallette anche in zone dove in passato non c’erano. D’altra parte, però, mi sento di dire che le cavallette che ieri sono arrivate in spiaggia sono state spinte dal vento, più precisamente dal Garbino, che in questi giorni ha iniziato a soffiare verso la costa. Naturalmente, perché ciò avvenga, devono esserci degli insediamenti di questi insetti vicino alla spiaggia”, osserva Venturelli.  

Le cavallette che hanno invaso la Riviera Romagnola sono le Caliptamus Italicus, specie molto comune nel bacino del Mediterraneo. “Ma non sono pericolose – prosegue Venturelli – dal punto di vista sanitario non provocano alcun problema; certo, per alcuni bagnanti il fastidio è stato molto, tanto che hanno deciso di abbandonare la spiaggia”. L’entomologo, che ieri pomeriggio si è recato in diversi lidi della costa a seguito delle numerose segnalazioni ricevute, fa sapere di aver trovato sul litorale anche un’altra specie oltre alla Caliptamus. “Si tratta della Maroccanus, presente principalmente nel Lazio e sicuramente più fastidiosa rispetto alla Caliptamus: è più grande (supera i 2 cm), ma soprattutto vola, allargando così molto più velocemente la sua area di colonizzazione”. In Sardegna questa specie sta causando diversi problemi: “Sull’isola il problema cavallette è serio, – conclude Venturelli – tanto che la Fao (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura) ha anche lanciato l’allarme”.  

 

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