L’estate 2023 resterà nella storia, ma evidentemente per motivazioni tutt’altro che positive. Difatti i prezzi che interessano Hotel, voli, ombrelloni e ristoranti hanno registrato un incremento notevole, che sta mettendo a serio rischio le vacanze degli italiani. Si parla di numeri da capogiro,nello specifico si tratta di rincari stimati in 3,9 miliardi di euro per le famiglie italiane che hanno deciso di andare in vacanza.
È lo stesso istituto di ricerca Demoskopika a confermare che andare in vacanza quest’anno costerà l’8,9% in più rispetto al 2022. Qual è però la ragione di questi prezzi da capigiro? Le causanti primarie sono da ricondurre all’aumento dell’inflazione e al permanere dei prezzi non di certo moderati dell’energia, che rendono inevitabilmente più cari i servizi.
In questo senso era abbastanza prevedibile l’innalzamento delle tariffe, ma i prezzi correnti dei pacchetti turistici della penisola sono senz’altro fuori dal comune. Difatti, se si paragonano i prezzi locali a quelli esteri è senz’altro percettibile un aumento di tariffe generale a livello europeo, ma nonostante ciò le vacanze italiane si posizionano tra le più costose.
Le criticità del caro vacanze sono state messe in evidenza anche da Kruk Italia, esperto nella gestione dei debiti. La multinazionale ha avviato una indagine al fine di testare il grado di responsabilità comune in termini di spese, dato le problematiche sopra citate.
Dall’indagine è emerso che gli italiani quest’estate sono molto più propensi a scivolare verso comportamenti rischiosi che possono portare a indebitamenti,al fine di potersi permettere le vacanze. A dimostrarlo sono i dati, infatti sale rispetto al 2022 la percentuale di persone pronte a chiedere un prestito pur di partire per le ferie, dal 9 al 15%. Si tratta di numeri che spaventano soprattutto in regioni come la Lombardia dove KRUK registra un picco di clienti che sono particolarmente recidivi ad indebitarsi.
Di fronte a una situazione del genere l’esecutivo si è visto costretto ad intervenire. In questo senso l’ultima riunione del Consiglio dei ministri ha prodotto l’approvazione di due decreti omnibus. I decreti hanno messo mano su diverse materie,tra cui anche i rincari delle vacanze.
Le misure interesserebbero soprattutto il rincaro dei voli aerei, che da subito si sono presentati come alquanto anomali. Storicamente i maggiori rialzi si registrano da Giugno a Agosto,ma quest’anno si sono verificati fin da Maggio. In media il trasporto passeggeri è rincarato del 37,9% dal mese di Maggio, mentre i voli nazionali sono decollati addirittura del 43,9%, più di quelli intercontinentali, fermi a +36,8%.
L’abbassamento dei voli potrebbe essere una prima risoluzione per aiutare gli italiani, ma le compagnie aeree hanno da subito manifestato il loro dissenso. La contrarietà delle compagnie è stata esplicata dal MIMIT. Difatti nonostante un tentativo di mediazione da parte del ministero le compagnie hanno visto nel meccanismo dell’esecutivo per moderare i prezzi, un tentativo di violazione delle regole europee.



