DE ANGELIS. Corteo-flop contro De Angelis davanti alla Regione. Evidentemente il caldo e il sudore hanno vinto sul revisionismo e l’auspicata mobilitazione antifascista. Morale: De Angelis resterà al suo posto e la sinistra andrà in vacanza. A Capalbio.
PIER SILVIO. E’ proprio vero. Siamo passati dalla dinastia dei Savoia alla dinastia della Standa, per finire alla dinastia di Mediaset. Forza Italia, pensando a Pier Silvio politico, ha confermato di essere di fatto un partito monarchico in Repubblica. E in attesa della discesa in campo dell’erede al trono, delfino di Arcore, guida intanto gli azzurri un ex-monarchico (la sua fede giovanile): il grande Antonio Tajani.
EDI RAMA. Il primo ministro albanese, attraverso i social, è balzato agli onori della cronaca estiva. Ecco il testo “incriminato”: “1991 gli albanesi partono per l’Italia, 2023 gli italiani partono in ferie per l’Albania”, alludendo al caso drammatico dei migranti che con un mega-barcone approdarono sulle nostre coste, e nel contempo, all’esodo vacanziero odierno dei nostri concittadini nel paese delle Aquile. Polemiche a parte (umanitari e sovranisti indignati per ragioni opposte), la verità è che sono i soldi il collante dei due momenti: i migranti speravano in una vita migliore, gli italiani in una vacanza migliore, al riparo dal caro-bollette, dal caro-ombrelloni, dal caro-alberghi, dal caro-ristoranti e dal caro-trasporti.
SALARIO-SALATO. Eterogenesi dei fini-1. Giorgia accusata di essere troppo draghiana, liberale, liberista, eccessivamente prona verso gli Usa e la Ue (altro che sovranismo), tassando gli extraprofitti delle banche e calmierando i costi dei voli aerei, ha riscoperto la sua vena di destra sociale. Ma rispetto al salario minimo di Stato è tornata liberale. Giravolte tra l’altro in buona compagnia: Maggi dei radicali di +Europa, da liberale-liberista tifa per il salario di Stato, così come la sinistra fucsia-Lgbtq della Schlein per una volta recuperata allo statalismo. Lupi, da buon cattolico post-dc, sta in mezzo: il salario di Stato e la contrattazione collettiva per lui vogliono dire “sussidiarietà”.
TRANS-FOBIA-TRANS-FOLLIA. Eterogenesi dei fini-2. Tensione a Rimini durante il Gay Pride. Secondo la denuncia le Trans-femministe, che avevano organizzato una contro-manifestazione, sarebbero state aggredite fisicamente e verbalmente da esponenti dell’Arcigay. Nella sostanza si è trattato dello scontro tra la vecchia guardia laicista e la nuova guardia laicista. A forza di essere “trans” c’è sempre qualcuno più “trans di te”.
TRANS-SPORT. Eterogenesi dei fini-3. Martina Navratilova, icona delle battaglie gay e Lgbtq, a sorpresa si è scagliata contro le trans nello sport: “Il tennis femminile non è per atleti maschi falliti”. A furia di andare troppo in trans, si rischia finalmente di vedere la realtà.
