In tre per fermare la Cina

sabato, 19 Agosto 2023
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Venerdì scorso Biden ha riunito a Camp David il Primo Ministro giapponese Fumio Kishida e il presidente della Corea del Sud Yoon Suk-yeol per stabilire accordi militari sul modello Nato. La cooperazione militare fra Usa, Giappone e Corea del Sud avrebbe lo scopo di fronteggiare la Cina e la Corea del Nord. I due leader asiatici – nonostante il contenzioso ancora esistente fra i rispettivi paesi, a causa dell’occupazione della penisola coreana da parte dell’esercito nipponico durante la seconda guerra mondiale – questa volta si sono incontrati di buon grado.

Ovvio, la paura della Cina fa 90! D’altronde, da mesi esperti di varie istituzioni statunitensi, come il Council on Foreign Relations e la Rand Corporation e lo stesso Henry Kissinger ripetono che la sfida più importante degli Usa è quella con la Cina. In effetti, la Cina Popolare, approfittando anche del fatto che gli Usa sono distratti dalla guerra in Ucraina, sta accrescendo il suo dispositivo militare in Asia, fortificando intere isole del Mar Cinese Meridionale. La spesa militare cinese negli ultimi tempi si è impennata, con una vera e propria corsa alla produzione di nuovi armamenti quali navi militari, silos per missili, bombe atomiche, etc.. La retorica militare cinese si è manifestata anche nei media. E’ apparso infatti di recente un video nel quale viene mostrato l’assalto dell’Esercito Popolare di Liberazione cinese ad un’isola, che – guarda caso – somiglia molto a  Taiwan.

Quanto alla Corea del Nord, dal vertice trilaterale di Usa, Giappone e Corea del Sud di Camp David è stata lanciata al leader nordcoreano Kim Jong Un la proposta di un incontro finalizzato alla denuclearizzazione della penisola coreana, senza precondizioni. La ragione di questa proposta è evidente, in considerazione delle recenti dichiarazioni nordcoreane. Il Ministro della Difesa nordcoreano Kang Sun-nam, in un discorso ai partecipanti dell’XI^ Conferenza di Mosca sulla sicurezza internazionale, come riportato da Ria Novosti, ha dichiarato: “La guerra nucleare nella penisola coreana non è più questione di se ci sarà, ma di chi la inizierà e quando”. Sono dichiarazioni talmente scioccanti da lasciare senza fiato.

Il commento della Cina Popolare al vertice trilaterale è stato tagliente. In una nota del Global Times, l’organo ufficiale di stampa del Partito Comunista Cinese, viene precisato che l’incontro di Camp David mira a formare una “mini-Nato” e ciò avrà un effetto devastante sulla regione e porterà a nuovi conflitti nell’Asia Orientale. Li Haidong, professore presso l’Università di affari internazionali della Cina, ha dichiarato che questo meccanismo mini-Nato sta sfruttando le preoccupazioni per le minacce missilistiche e nucleari nella penisola coreana per stabilire un quadro di alleanza che dominerebbe l’agenda di sicurezza regionale, che riflette le intenzioni distruttive degli Stati Uniti.

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