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Quando i social portano alla rivolta: i casi di Twitch e Tiktok

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I social: esempi massimi di invenzioni umane che potrebbero essere utilizzate per fare del bene, raccolte fondi, messaggi sociali, ma che spesso e volentieri non sono altro che il terreno più fertile per la stupidità umana. Tiktok, Youtube e Twitch sono, su tutti, i social dove le fanbase sono più affezionate e, quindi, pericolose. Nelle ultime settimane sembra infatti essere nata una nuova moda: quella di organizzare rivolte e disordini sui social, invitando migliaia di persone a unirsi, “fare casino” e ribellarsi alle forze dell’ordine.

L’ultimo esempio calzante risale a poco più di una settimana fa, quando l’hashtag #RaidLondon è diventato virale su tiktok, con alcuni creators che invitavano i propri followers a derubare JD, un nota catena di abbigliamento sportivo, a Oxford Street. I messaggi sul social cinese invitavano tutti i giovani londinesi a vestirsi con un passamontagna e guanti neri e incontrarsi tutti insieme all’inizio della nota via dello shopping, dove si sarebbero uniti per saccheggiare prima JD e poi tutti gli altri negozi. Alle 3 del pomeriggio, centinaia di ragazzi hanno cominciato a scontrarsi con le forze dell’ordine inglesi, che alla fine della giornata hanno confermato l’arresto di 9 persone e 34 daspo urbani. Il famoso tiktoker Mizzy è stato convocato dalla polizia come principale sospettato tra gli organizzatori del raid, ma sarebbe stato rilasciato per mancanza di prove. Il giovane inglese, noto sui social per i suoi scherzi al limite del legale, era stato già più volte arrestato per alcuni video dove includeva persone senza il loro consenso, entrava in abitazioni private e creava caos nei negozi.

A inizio agosto invece, il famosissimo streamer Kai Cenat era stato arrestato dopo aver annunciato un “giveaway” a Union Square, nel centro di New York. Cenat ha più di 6 milioni di followers su Twitch e su Instagram, ed è da molti considerato uno dei più grandi creators della storia. Il ventunenne americano aveva comprato centinaia di regali per i suoi followers, i quali avrebbero dovuto rispondere a una serie di domande per vincere Playstation 5, microfoni e attrezzatura professionale da gaming, videocamere e computer. Alle 13 e 30 del 4 agosto migliaia di fan si erano ammassati nel centro di New York, aspettando l’arrivo dello streamer, programmato per le 15 e 30. Nel mentre la polizia della Grande Mela aveva dispiegato decine di agenti per evitare il caos e creare un perimetro intorno Union Square. Naturalmente, i giovani americani presenti non si sono fatti intimorire dalle barricate e hanno iniziato a scontrarsi con le forze dell’ordine mentre Cenat arrivava in un Suv nero dal quale lanciava gift card da 100 dollari. Lo streamer e numerosi fan presenti hanno criticato le forze dell’ordine che avrebbero lanciato lacrimogeni contro la folla, ma i video postati dai social danno ragione alla polizia, che si è ritrovata davanti all’incirca 5000 persone pronte a creare caos nel centro di New York. Anche qui, sono state decine le persone arrestate mentre lo streamer, è stato immediatamente rilasciato ma rimane indagato e sotto sorveglianza.

La potenza degli influencer moderni inizia quindi a preoccupare i governi mondiali. Storicamente, rivoluzioni enormi come la Primavera Araba sono state organizzate sui social, quindi è evidentemente pericoloso non mettere un freno agli streamer, tiktoker o youtuber che sfruttano l’influenza che hanno sui loro follower per mettere a ferro e fuoco le città. Il governo britannico sta ora lavorando ad una nuova serie di leggi per evitare nuovi eventi come quello di Oxford Street.

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