Luna-25, la sonda russa autopilotata del Roscosmos, si è schiantata sulla superficie lunare a causa di un’anomalia nella traiettoria. La notizia ha scatenato l’attenzione degli appassionati, ma per quanto riguarda le specifiche tecniche dell’incidente, non ci sono ancora risposte certe. Ciò che è certo è che sia nella causa che nelle eventuali conseguenze dell’incidente, politica, guerra ed interessi strategici giocano un ruolo fondamentale.
L’obiettivo della missione era quello di attraccare sul polo sud lunare, perennemente in ombra e plausibilmente ospite di giacimenti di ghiaccio e metalli utili alle attività umane.
L’agenzia spaziale civile russa (Roscosmos), tuttavia, non effettuava missioni sul suolo lunare da oltre 50 anni e si trovava in corsa per effettuare l’atterraggio di Luna-25 prima della competizione indiana. Forse a condannare la missione è stato proprio un cambio repentino nelle tempistiche indotto dalle pressioni indiane, ipotizzano gli esperti. Certo è che, come preannunciato anche dalla stessa Roscosmos, i rischi di un fallimento erano già ben calcolati.
La causa però non va cercata in cielo, ma sulla nostra terra, più precisamente in Ucraina. I fondi destinati al settore spaziale civile russo infatti, hanno registrato un drastico calo a partire dallo scorso Febbraio.
L’invasione russa dell’Ucraina ha segnato non solo lo stop dei finanziamenti nazionali al programma spaziale, ma anche la fine di ogni forma di collaborazione esterna, prima fra tutte quella con l’ESA (agenzia spaziale europea).
I rischi collegati all’incidente sono ancora incerti. Sicuramente la Russia dovrà arrendersi a compiere un passo indietro nella vecchia “corsa allo spazio“, tenendo tuttavia a mente che rispetto a 40 anni fa, la competizione è più che raddoppiata. Nonostante si trattasse di un fallimento quasi annunciato quindi, lo schianto di Luna-25 è simbolo di una Russia con le spalle al muro.
La missione ha ceduto perché i fondi nazionali sono convogliati interamente sul fronte militare occidentale, nel frattempo però Cina, India e Stati Uniti si muovono liberi sugli altri lati.



