Più tasse ai benestanti, la svolta “sinistra” della Meloni

sabato, 26 Agosto 2023
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Più tasse per i redditi sopra i 60mila euro se non si hanno figli a carico. No, la proposta non viene dalla Schlein o di qualche partitino di sinistra, ma dal governo a guida Fratelli d’Italia, alla disperata ricerca di risorse per una legge di Bilancio che più si avvicina più diventa difficile fa finanziare.

L’indiscrezione, non confermata ufficialmente, ha cominciato a circolare nei corridoi di Palazzo Chigi: si procederebbe tagliando una parte degli incentivi fiscali per chi dichiara di più, recuperando un po’ di risorse dagli italiani che a fine mese riescono comunque ad arrivare. Una fonte anonima della Stampa ha di fatto confermato la notizia, assicurando però che “in ogni caso non si toccheranno le agevolazioni per chi ha figli a carico».

Certo fa impressione che un partito che si presenta come amico del merito e dell’imprenditoria non trovi altra soluzione che alzare le tasse, ma la situazione internazionale è cambiata nel giro di pochi mesi e le condizioni dell’Italia sono peggiori rispetto a qualche mese fa. Vediamo perché:

  • Se torna il Patto addio spesa pubblica

L’Europa in questo momento sta litigando sulla revisione del Patto di stabilità, congelato da tre anni per consentire agli Stati di sostenere imprese e cittadini messi in ginocchio dal Covid, ma pronto a tornare in vigore. Il governo italiano rifiuta la bozza proposta dalla Commissione perché troppo rigida, mentre la Germania l’ha bocciata per i motivi opposti. Il guaio è che se la riforma non passerà nel 2024 tornerà in vigore il Patto nella vecchia versione, che l’Italia non è assolutamente in grado di rispettare. Intanto a Palazzo Chigi vorrebbero poter rivedere al rialzo il deficit già concordato con l’Europa, salendo dal 3,7% al 4%. Ma senza un preventivo accordo sul Patto la capacità negoziale della Meloni è ridotta al minimo, anche se dall’altro lato della scrivania c’è l’amica Ursula.

  • Frenata tedesca, tamponamento europeo

Può non piacere, ma se la Germania può prosperare nel corso di una crisi italiana, è impossibile per Roma crescere quando Berlino si ferma. Il nostro sistema produttivo è troppo dipendente dalle commesse tedesche; così la recente frenata della Germania, che si avvia nel prossimo trimestre verso la recessione, si sta già traducendo in un infiacchimento della ripresa italiana, che rischia di chiudere il 2023 in tono minore e addirittura di affrontare una lieve recessione il prossimo anno.

  • La delusione del PNRR

Questo è l’aspetto più doloroso per la Meloni. Arrivata a Palazzo Chigi con la ferma intenzione di rivedere i piani proposti dall’esecutivo Draghi, Giorgia si è ben presto accorta che era troppo tardi per accelerare e correggere in corsa i piani meno realistici. La mancanza di risorse di eccellenza nella pubblica amministrazione e la storica lentezza degli enti locali hanno di fatto reso quella del Pnrr un’opportunità colta a metà, soprattutto al Sud dove, spiace dirlo, l’esecutivo ha deciso di effettuare i tagli più dolorosi rinunciando forse definitivamente a dotare il Meridione di infrastrutture degne di un paese europeo.

Ecco perché, di fronte a tutte queste sfide, pure per questo governo sembra non esserci altra soluzione che chiedere sacrifici ai cittadini più abbienti (o meglio, a quelli tra loro che pagano le tasse). Una soluzione che certo provocherà malumori in Forza Italia, partner di un governo che diventa sempre meno liberale ogni giorno che passa.

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