Giallo Prigozhin: e se fosse ancora vivo?

giovedì, 31 Agosto 2023
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Se fosse ancora vivo? Con la misteriosa morte di Prigozhin, confermata dalla Wagner in un comunicato ufficiale, si apre ufficialmente un nuovo giallo di cronaca nera, ma è un film già visto. 

Quando si tratta di effettuare un colpo di Stato in un paese in guerra, l’unico esito possibile è la riuscita dell’operazione. Fallimenti e ripensamenti potrebbero rivelarsi fatali, ce lo ha insegnato la storia. La misteriosa morte dell’ex capo del battaglione Wagner, dopo il tentativo troncato di arrivare a Mosca per destituire Putin, si aggiunge ad una lista lunghissima di personaggi che, similmente spariti, hanno fatto riflettere l’opinione pubblica. 

Sembra tutto troppo architettato, lo stop all’operazione, l’assenza prolungata, l’aereo misteriosamente precipitato ed infine le parole ambigue di Putin: “Un uomo dal destino difficile“, lo ha definito. Adesso è caccia alla teoria più credibile, al di là da quella già offerta dai mass media, per chi della morte improvvisa del generale Prigozhin non si accontenta.

La lista è già lunga e piena di nomi iconici, l’ipotesi di aggirare la morte per ricostruirsi una nuova vita segreta suona sempre in qualche modo giusta, e le teorie si moltiplicano.

Da Micheal Jackson a Elvis Priesley, da Jim Morrison a Kurt Cobain, tutti accomunati da una vita stressante, aspettative troppo alte e presunti dettagli mancanti nei rapporti di morte. L’idea che queste star della musica mondiale possano aggirarsi ancora per il mondo sotto falsa identità, appassiona da sempre i più meticolosi. È rimasta avvolta nel mistero anche la morte del nostro Luigi Tenco, scomparso ufficialmente nel ’67 ma tenuto in vita nell’immaginario complottista, dalle teorie più disparate. Si diceva che Tenco, coerentemente con il suo estro d’artista, volesse ritirarsi scenograficamente dai palchi per un ritorno non annunciato. Come nei film. La realtà può spesso deludere, e nell’ottica in cui ogni cosa deve avere senso, sguazza l’insoddisfazione.

Certo è che quello di Prigozhin è un caso differente, un’uscita di scena forzata dalla sua posizione di “condannato” sarebbe un’ipotesi credibile, ed un militare di tale calibro avrebbe di certo tutte le carte in regola per il successo, sostengono i diffidenti. Con Prigozhin si apre quindi una nuova finestra per eventuali teorie del complotto, dall’incidente aereo all’effettiva presenza del militare sul volo, quando una scomparsa ha troppo senso per essere casuale, diffidare diventa più facile.

 

 

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