Addio Gianni Vattimo: ecco perché il filosofo ribelle

1 minuto di lettura

Si è spento ieri, all’età di 87 anni, il filosofo torinese Gianni Vattimo. A comunicare la notizia del decesso è stato il compagno e assistente Simone Caminada tramite il quotidiano Repubblica. Durante la giornata di Lunedì, il compagno aveva divulgato le gravi condizioni di Vattimo tramite social, condizioni che hanno richiesto un immediato ricovero all’ospedale di Rivoli.

Anche in un momento così delicato non sono mancate le polemiche, in quanto proprio su Caminada e la sua relazione con Vattimo, si erano accentrate polemiche e iniziative giudiziarie. Ragion per cui a Febbraio scorso è stato condannato in primo grado dal Tribunale di Torino a due anni di reclusione per circonvenzione di incapace. Il responso dei giudici è che Caminada avrebbe approfittato della fragilità del filosofo.

Gianni Vattimo fu il massimo esponente del post-modernismo e le sue opere, perlopiù in linea con la filosofia ermeneutica, sono state riconosciute a livello mondiale, tanto da essere tradotte in più lingue. Inoltre fu considerato il padre del pensiero debole, a causa della sua critica alla metafisica tradizionale. La sua teoria  esplica la necessità di abbandonare tutte le pretese di fondazione della metafisica e congiuntamente, la relativizzazione di ogni prospettiva filosofica.

Vattimo non è stato solamente un filosofo di indubbia bravura, ma si è cimentato più volte anche nel mondo politico. Egli si era collocato nella sinistra italiana, rivendicando però la sua fede cattolica. Fu dapprima parte del Partito Radicale, poi in Alleanza per Torino, successivamente nei Democratici di Sinistra per i quali è stato parlamentare europeo, e infine nel Partito dei Comunisti Italiani. Dal 2009 al 2015 è stato parlamentare europeo dell’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro.

Vattimo, nelle vesti sia di politico che di filosofo, aveva fornito un grande contributo alle lotte portate avanti dalla comunità LGBTQ+. È celebre la frase con cui spesso si definiva: “omosessuale e cristiano”. Potrebbe sembrare una contraddizione in termini, ma è proprio il parallelismo tra le due parole a rendere impattante il messaggio che il filosofo voleva lanciare. Gianni Vattimo è stato anche direttore della Rivista di estetica, membro di comitati scientifici di varie riviste italiane e straniere, socio corrispondente dell’Accademia delle Scienze di Torino, nonché editorialista per i quotidiani “La Stampa” e “La Repubblica” e per il settimanale “L’Espresso”. Ha ricevuto lauree honoris causa dalle Università di La Plata, Palermo, Madrid e dalla Universidad Nacional Mayor de San Marcos di Lima.

I messaggi di cordoglio sono stati molteplici, tra i più significativi vi sono senz’altro quelli del sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, il quale ha affermato che: “Gianni Vattimo ha rappresentato un punto di riferimento della filosofia contemporanea e dell’impegno politico per la libertà. Lascia un grande vuoto in tutti noi e nella sua Torino cui tanto era legato”.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articolo precedente

Migranti, rave party, stop Rdc: un anno di governo nella brochure di Fratelli d’Italia

Articolo successivo

Dante Genomics partners with Amazon Web Services (AWS) to launch groundbreaking AI platform for precision medicine and clinical genomics

0  0,00