Napoli, Rudi Garcia flop? Ottavio Bianchi: “Non è colpa dell’allenatore”

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(Adnkronos) – Rudi Garcia responsabile della crisi del Napoli? No, non secondo Ottavio Bianchi. L’allenatore del primo scudetto azzurro difende il tecnico francese, che è arrivato sulla panchina dei campioni d’Italia per raccogliere l’eredità di Luciano Spalletti. Il Napoli, dopo 5 giornate di campionato, è già lontanissimo dal primo posto dell’Inter. “Quello che sta accadendo al Napoli non sorprende. Andando a ritroso negli anni è sempre successo: quando una squadra non abituata a vincere lo scudetto riesce a raggiunge questo ambito traguardo, l’anno dopo fa sempre fatica. E’ successo a squadra come Cagliari, Verona, Sampdoria, a Roma e Lazio e ora sta accadendo al Napoli”, dice Bianchi all’Adnkronos. 

“C’è anche sa sottolineare che sono state giocate ancora troppe poche partite, 5 in campionato e una in Champions, è davvero presto per dare dei giudizi -prosegue Bianchi-. Non credo che a Napoli si debbano fasciare la testa, perché hanno un’ottima squadra e tutto il tempo per recuperare questi passi falsi iniziali”.  

Secondo l’ex allenatore il cambio in panchina con Garcia al posto di Spalletti non ha influito su questo inizio stentato: “Non credo che l’avvicendamento in panchina abbia creato problemi, penso che anche con Spalletti si sarebbero palesate delle difficoltà che sono fisiologiche dopo l’impresa della passata stagione”.  

In difesa si schiera anche Bruno Giordano, centravanti del secondo tricolore del Napoli. “Io non sono d’accordo con chi dà le colpe al nuovo allenatore per questa partenza non all’altezza del potenziale del Napoli. Può darsi che Garcia abbia sbagliato tempi e modi di alcune sostituzioni ma sono i giocatori che vanno in campo e devono prendersi le responsabilità maggiori, avere una pronta reazione e far tornare il Napoli ai livelli dell’anno scorso”, dice l’ex attaccante. 

“Ho letto che qualcuno dà la responsabilità di questo inizio stentato all’euforia dello scudetto vinto qualche mese fa -prosegue Giordano-. Io sono dell’idea che sia meglio l’euforia della depressione. E’ bello per un giocatore avere 7.000 tifosi entusiasti che ti seguono in trasferta a Bologna. Può starci un momento in cui le cose non girano ma ora la squadra deve reagire perché a tutte le qualità per stare ai primissimi posti in classifica”. 

 

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