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Conto deposito o Btp, ecco chi vince la gara della convenienza

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Conti deposito a 10, 15 e 20 anni che garantiscono un tasso fisso al 5%, 6% e 7%, oppure Btp speciali che prevedono ora un premio fedeltà dello 0,5% per chi lo tiene in portafoglio per tutta la durata o una protezione speciale contro l’inflazione?

La lotta ad accaparrarsi i risparmi dei piccoli risparmiatori – quelli che riescono ancora a mettere da parte qualcosa a fine mese ma non hanno intenzione di rischiare il loro piccolo capitale con investimenti in azioni – è ormai aperta tra le banche e lo Stato italiano.

Partiamo dai conti deposito, offerti a varie condizioni da tutti gli istituti di credito. Si distinguono dal conto corrente perché limitano le possibilità di prelievo (che non può mai superare la somma depositata, quindi dovrete rinunciare a fidi o scoperti) ma in cambio offrono rendimenti notevoli, pari a circa il 5% se accettate di tenere fermi parte dei vostri risparmi per cinque anni, resistendo alla tentazione di toccarli.

L’offerta sta aumentando in questi tempi di alta inflazione con conti deposito che propongono di immobilizzare i propri soldi per dieci o vent’anni, in cambio di interessi molto più alti, anche del 6 o 7%. Interessi però che vengono pagati interamente alla scadenza, senza alcun genere di anticipo. Ovviamente i soldi restano vostri, quindi potete in qualunque momento svincolarli e spenderli, ma in quel caso perderete tutto l’interesse accumulato fino a quel momento.

Si tratta di strumenti pensati per chi guarda lontano, tanto che il beneficiario può essere differente rispetto a chi ha aperto il conto e depositato la somma, magari un figlio o un nipote il cui nonno desidera assicurare un gruzzoletto da usare quando sarà grande, per pagarsi l’anticipo di un appartamento o gli studi universitari.

L’alternativa al blindare i soldi con le banche è affidarli allo Stato, mai come ora in cerca di finanziatori amici, e chi può essere più amico degli italiani stessi? Lunedì prossimo verrà lanciata una nuova emissione del Btp Valore, che si differenzia da quello tradizionale per la presenza del citato premio fedeltà (mezzo punto percentuale per chi lo prende subito in collocamento conservandolo per i cinque anni della sua durata) e per una novità assoluta, una cedola trimestrale che permette di maturare fin da subito un po’ di liquidità, utile per le spese o per qualche piccola rata.

Chi invece teme nuove fiammate dell’inflazione farebbe bene ad aspettare la nuova emissione dei Btp Italia. La loro caratteristica principale, oltre a un premio fedeltà che diventa più alto in base alla crescita del Pil (questi sono insomma i Btp patriottici per eccellenza), è una protezione dall’inflazione. Se è questa è più alta del previsto, i rendimenti si adeguano, diventando più vantaggiosi dei Btp classici. In questo momento a dire la verità non sembrano molto convenienti; a causa del recente raffreddamento dei prezzi sono ora trattati sul mercato secondario a un prezzo inferiore al valore di rimborso a scadenza, che di suo non è molto conveniente essendo identico all’ammontare del capitale investito.

Insomma, le possibilità per tenere al sicuro i propri risparmi e riuscire per lo meno a non vederli ridursi per l’inflazione, non mancano. Basta armarsi di calcolatrice e trovare quello più adatto alle proprie esigenze.

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