Tracce di eternità nel cuore di Roma

martedì, 3 Ottobre 2023
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Roma è ricca di innumerevoli testimonianze del suo glorioso passato, come acquedotti, chiese, palazzi. Statue ed affreschi riempiono queste chiese e questi palazzi, e oggetti preziosi, e spesso inestimabili, come reliquiari o calici. Tutto quello che può contenere una città che, in momenti molto diversi tra loro, è stata punto di riferimento per il mondo, per quasi tremila anni.

È l’unica a chiamarsi “eterna” per definizione. Sicuramente la più importante dell’impero che fondò e sulla struttura del quale si rimodellò la Chiesa di Roma che divenne poi punto di riferimento ancor più universale, appunto,”Cattolica”! Ma sappiamo che i simboli contengono informazioni stratificate e complesse, che nel passato si potevano comunicare con più difficoltà di oggi che abbiamo a disposizione computer e algoritmi.

E proprio per il fatto di essere il frutto del solo ingegno umano, sono sicuramente più affascinanti e misteriosi e, senza timore, si può dire che sono più precisi, con la lenta limatura del tempo che passa e lascia l’essenziale.

Proprio rivisitando la Scala Santa ho potuto constatare tale processo di spoliazione ed essenzializzazione. È infatti una reliquia, un avanzo di un enorme costruzione che esisteva nel medioevo. Una “summa” di simboli nel contesto della storia della Chiesa, di questo passato glorioso e mitico fatto di Papi eletti per acclamazione dal popolo o antipapi proclamati da un re o da un imperatore. Papesse vere o presunte, o frutto della fantasia popolare, concili e scismi che creavano lotte e divisioni in tutta la Cristianità, con i vari regni che si schieravano con questo o con quello. Ma la sede di Pietro era qui a Roma e tutti gli occhi e le menti convergevano qui.

E per sopravvivere ai secoli, ai terremoti, ai saccheggi e all’uso degli uomini di demolire e di trasformare, ci voleva qualcosa di veramente importante! E la cappella del Sancta Sanctorum è veramente il cuore della Cristianità da così tanti secoli da avere un valore unico ed inestimabile. È l’unico pezzo originale e superstite del “Patriarchio”, la sede del Papa e della Curia prima della successiva trasferta in Vaticano, successiva solo alla sede papale nel complesso dei Santi Quattro Coronati, primo vero “Vaticano ” in Roma.

Basta vedere il tipo di costruzione, una fortezza, per capire che tempi fossero. Ma la cappella del Sancta Sanctorum è un perfetto parallelepipedo, diviso dalle lavorazioni che furono fatte in epoche diverse. La parte superiore è affrescata in stile giottesco, con affreschi eseguiti sotto il pontificato di Nicolò lll intorno al 1280 come pure il pavimento cosmatesco e lo splendido mosaico sopra l’altare di raffinata fattura.

L’altare è chiuso da grate di ferro che sono state aperte raramente. Custodisce un’antica cassa piena di reliquie di cui parte fu trasferita ai musei, la più importante e preziosa. Sopra l’altare c’è, chiusa in una teca di argento voluta da Innocenzo lll, la celeberrima e veneratissima immagine di Cristo “Acheropita” cioè dipinta senza intervento di mano umana. Una curiosità è lo stemma dei Borgia sul grande muro di rinforzo, fatto costruire successivamente dietro la cappella appunto da Papa Callisto lll Borgia, capostipite a Roma di questa leggendaria famiglia che passerà alla storia con un alone noir. Storia studiata e rivista dagli storici, a cominciare dalla povera Lucrezia la cui vita non fu affatto come riportato da alcuni studiosi ma piuttosto difficile e per molti versi eroica e spirituale.

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