Ormai a Parigi è scoppiata la fobia delle cimici.
Anche nelle ore di punta, nonostante l’affollamento, nei vagoni della metropolitana o sugli autobus, molti posti rimangono vuoti. I viaggiatori preferiscono stare in piedi.
Gli spettatori nei cinema e nei teatri sono diminuiti e la gente guarda con sospetto i materassi abbandonati sui marciapiedi.
In una grande città che si prepara ad un appuntamento mondiale come quello delle Olimpiadi e che accoglie quotidianamente migliaia e migliaia di persone attratte dalle sue bellezze o per partecipare ad eventi prestigiosi come la Fashion Week appena conclusa, il Comune di Parigi e tutto il Parlamento transalpino è alle prese per risolvere questo grande problema.
Le “cimici dei letti”, dette così per la loro abitudine di nascondersi nei materassi, ma anche nei vestiti e nei bagagli, stanno infestando la capitale francese creando un clima di angoscia tra la popolazione.
Foto e video ripresi dai viaggiatori hanno fatto il giro dei social con le immagini delle cimici che passeggiano sui sedili della metropolitana parigina o dei treni Tav oppure nelle sale d’attesa dell’aeroporto di Roissy.
L’esecutivo francese ha dichiarato che prenderà urgentemente provvedimenti per affrontare la crisi delle “punaises de lit” dopo che il Comune ha sollecitato il presidente Emmanuel Macron a considerare il problema come “emergenza di salute pubblica” ma che riguarda anche l’economia, i trasporti, il turismo.
Si chiede anche la creazione di una task force dedicata per far fronte alla questione soprattutto in vista delle prossime Olimpiadi e Paralimpiadi, quando gli occhi di tutto il mondo saranno puntati su Parigi.
Per il ministro della Salute, Aurélien Rousseau, “non c’e’ motivo di alimentare il panico generale”.
Ma intanto i cittadini corrono ai ripari e le aziende che si occupano della disinfestazione hanno segnalato un aumento della domanda.
Tra il 2017 e il 2022, secondo un recente rapporto dell’Agenzia nazionale per la sicurezza sanitaria (ANSES), liberarsi dalle cimici è costato alle famiglie francesi 230 milioni di euro all’anno.
“Quello che mi preoccupa e’ che la gente venga truffata da aziende che fanno pagare 2.000 o 3.000 euro per liberarla da queste cimici” ha detto il ministro della salute che ha anche ricordato l’esistenza di 450-480 “professionisti autorizzati”.
Anche per il ministro dei Trasporti Clément Beaune “Non ci si deve far prendere dall’isteria” anche se “non si deve negare la situazione”. “Non c’è nessuna recrudescenza dei casi, non c’è nessun (motivo) di psicosi, nessun (motivo) di angoscia”,
“L’obiettivo è fare il punto in seguito alle segnalazioni ricevute, vagliare la situazione e rafforzare le misure.” E per rassicurare gli utenti ha deciso di convocare i principali operatori dei trasporti pubblici, organizzazioni o associazioni coinvolti e ha chiesto loro di pubblicare “ogni tre mesi” dei dati sui casi segnalati.
Saranno utilizzati anche cani da fiuto per ispezionare i treni e la metropolitana di Parigi alla ricerca delle “cimici dei letti” dopo le decine di segnalazioni registrate.
Questi casi pare non abbiano trovato un riscontro ufficiale e Clément Beaune mette in guardia da possibili “fakenews”.
Nonostante queste rassicurazioni il municipio di Parigi ha parlato di un forte aumento e la presunta invasione di questi piccoli insetti non sta toccando solo la capitale.
Due scuole – una di Marsiglia e l’altra di Villefranche-sur-Saone, alle porte di Lione, nel sud est della Francia – sono state infettate e sono state chiuse per diversi giorni.
Il pericolo è proprio quello che questa epidemia possa diffondersi poiché tutti i luoghi segnalati dalla presenza di questi insetti, treni, metropolitane, ospedali e aeroporti, sono luoghi di transito e così l’epidemia potrebbe diffondersi non solo verso altre città francesi ma anche verso altre nazioni.
L’ “affaire” delle cimici dei letti è diventato anche un caso mediatico.
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In una nota trasmissione televisiva di CNews il conduttore ha cercato di sostenere un possibile legame tra la proliferazione delle cimici e l’immigrazione. Smentito da più parti ha attirato le critiche del ministro responsabile della lotta contro la discriminazione e di diversi deputati che lo hanno accusato di razzismo.
Le cimici dei letti erano in gran parte scomparse negli anni Cinquanta.
Negli ultimi decenni, a causa soprattutto dei trasporti di massa, dell’alta densità di popolazione e la crescente resistenza agli insetticidi, sono riapparse ma secondo le autorità francesi il fatto non è correlato ai livelli di igiene.
In Francia Secondo una ricerca dell’Anses, l’Agenzia francese per la salute e la sicurezza alimentare, ambientale e sul lavoro, almeno l’11 percento delle case francesi ha subito negli ultimi anni un’infestazione di cimici.
Le cimici dei letti, tecnicamente Cimex Lectularius, sono ematofagi, cioè si nutrono di sangue e vivono in media 4-6 mesi, ma possono sopravvivere senza nutrirsi anche per un anno intero.
Sono sensibili alle alte e basse temperature e muoiono in pochi minuti se esposte al sole o con il freddo improvviso.
Le loro punture lasciano sulla pelle aree rosse, vesciche o eruzioni cutanee con prurito, ma non costituiscono un pericolo per l’uomo a eccezione di eventuali allergie.
Ci si augura che presto si troverà una soluzione perché le ferite non sono solo fisiche.
Spesso causano anche disagio psicologico, problemi di sonno, ansia e depressione.
Sofia Barilari


