Aria di Terza guerra Mondiale? Non solo Gaza è sotto attacco

sabato, 14 Ottobre 2023
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Una terza guerra mondiale scaglionata, è questo lo scenario che sembra strutturarsi e soprattutto concretizzarsi sempre di più sul piano internazionale.

Il focolaio che, per ovvi motivi, ha attirato maggiormente l’opinione pubblica è quello della striscia di Gaza, dove da una settimana a questa parte, la situazione è precipitata drasticamente.

Difatti, a causa dei bombardamenti, più di 300 mila persone sono rimaste senza casa e, in linea con le dichiarazioni del ministero della Sanità palestinese, da sabato sono state uccise 1.417 persone, quasi 500 bambini, mentre altre 6.268 sono state ferite.

Anche il Programma alimentare mondiale dell’Onu si è espresso in merito alla questione, evidenziandone le criticità, che hanno comportato inevitabilmente alla precarietà di tutti quei bisogni definiti come primari.

Israele sta bombardando l’intera area con attacchi aerei di una intensità senza precedenti e ha affermato di avere sganciato seimila bombe e colpito 3.600 obiettivi, mentre lo Stato maggiore dell’esercito ha ribadito che le sue truppe si stanno preparando “per la prossima fase della guerra”, lasciando intendere che il calibro degli interventi potrebbe intensificarsi rapidamente.

A fronte di una situazione così complessa e per paura di una rapida escalation bellica, la società internazionale sta tarando degli Interventi ben ponderati. 

Sul fronte diplomatico il segretario di stato Usa Antony Blinken, è volato a Tel Aviv per confermare al primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu che ha varato il suo gabinetto di guerra assieme alle forze di opposizione, il sostegno americano a Israele.

Allo stesso modo Blinken ha condannato il “regno del terrore” di Hamas, ha invocato gli orrori dell’Olocausto ma ha anche suggerito a Tel Aviv la necessità di moderare gli attacchi, chiedendo “ogni possibile precauzione per evitare di danneggiare i civili”.

 Inoltre, non tutti sanno che, a seguito di una consultazione a porte chiuse con il governo di emergenza Israeliano, il segretario di Stato Usa volerà a Doha e Blinken andrà anche in Egitto, Arabia Saudita e Emirati.

Il Qatar in particolare, dove si nascondono alcuni dei leader di Hamas, è al centro dei tentivi di mediazione per la liberazione degli ostaggi.

Anche il presidente turco Receep Erdogan si è offerto come mediatore, ribadendo la disponibilita’ della Turchia a imbastire un negoziato per porre fine agli scontri “il prima possibile” e la “necessità della creazione di uno stato palestinese” con i confini stabiliti dalla risoluzione del 1967 e capitale Gerusalemme est.

Unendo i tasselli, sia a livello bellico che sul piano diplomatico, è evidente come la questione non si esaurisca solamente a Gaza.

Basti pensare che nelle scorse ore Israele ha lanciato attacchi contro la Siria per poi strutturare operazioni di aggressione nei confronti del Libano. Spostandosi dal Medio Oriente al nord Africa, vi è un altro focolaio in Libia, dove  Tripoli ha ripreso a bombardare la Cirenaica.

In aggiunta la Siria è stata di nuovo protagonista di attacchi da parte di Assad e infine lo Yemen, come è noto ai più, è da anni in guerra con l’Arabia Saudita. E ultime, ma non di certo per importanza, vi sono il conflitto russo-ucraino e le questioni mai risolte di Taiwan.

La situazione è evidentemente complessa e sembra non presentare soluzioni nel breve periodo. Sembrerebbe mancare solo la proverbiale miccia capace di innescare una terza guerra mondiale, che potrà dirsi tale soltanto quando gli Stati iUniti , oppure la Nato e in questo caso anche l’Italia sarebbe coinvolta ,decideranno di intervenire in uno dei diversi fronti aperti.

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