Caso Toko: non c’è solo l’uomo cane, ecco le altre follie

domenica, 15 Ottobre 2023
2 minuti di lettura

Le modificazioni corporee, in termini estetici, sono ormai una prassi comune nel 2023, tanto che ormai non rientrano più tra gli argomenti tabù.

Ciò che fa storcere il naso ai più però sono le modificazioni estreme, che non coinvolgono solamente la chirurgia estetica, ma bensì possono riguardare anche apporti consistenti di make up, piercieng o addirittura travestimenti al confine tra realtà e fantasia.

Un esempio di quest’ultimi sono gli uomini che negli ultimi tempi  desiderano assomigliare agli animali. Tra quelli più amati vi sono i cani, serpenti, gatti e anche le lucertole.

Apparentemente l’emulazione animale da parte degli uomini potrebbe sembrare folle, ma è più comune di quanto si possa pensare. Un caso che ha riscosso un successo notevole è quello di Toko.

Si tratta di un un ragazzo giapponese che ha speso due milioni di Yemen, corrispondenti a 13.500 euro, per un costume da cane iperrealistico. La realizzazione del costume è da ricondurre a Zeppet, un’azienda giapponese ,nota per la creazione di sculture e modelli per i film e realizzazioni di costumi.

L’azienda ha impiegato 40 giorni per creare il costume. La motivazione dietro questa scelta molto discussa dall’opinione pubblica è la volontà di assomigliare quanto più possibile a un Rough Collie.

Difatti è stato lo stesso Toko ad affermare che: “Questo è il mio hobby, quindi continuerò a farlo. Mi rende felice e rende felici anche le altre persone”. In questo senso, con una frequenza di due volte a settimana, Toko indossa il suo costume, assumendo a tutti gli effetti le sembianze di un Collie.

Durante quei due giorni, solitamente, non cammina in posizione eretta, ma bensì va a spasso a quattro zampe, consuma i suoi pasti all’interno di una ciotola e gioca all’aria aperta come sono soliti fare tutti i cani.

Durante queste “trasformazioni” Toko è solito riprendersi con una telecamera per poi postare tutto sul suo canale Youtube, che attualmente conta 13.000 iscritti con video che vanno oltre i 2 milioni e mezzo di visualizzazioni.

Il nome del canale è “I want to be an animal” e ciò che lo ha reso noto è il fatto che molti credessero che Toko fosse un vero cane.

È bene dire però che il caso di Toko non è isolato. Basti pensare a James Carlton, l’uomo britannico che avrebbe speso centomila euro per impiantarsi il muso di un cane nel volto.

Carlton si  sarebbe quindi sottoposto ad una complessa operazione chirurgica, dove il rischio di non riuscita era piuttosto elevato.

Nelle immagini che circolano sul web sono visibili i punti di sutura con cui viene fissato il muso dell’animale, che sembra essere vero, così come il volto a cui vengono innestate le varie parti.

Questa storia è senz’altro più macabra rispetto a quella di Toko, tanto che alcuni ne hanno messo in dubbio anche la veridicità.

Il muso, così come le orecchie ed il contorno degli occhi, vengono applicati senza che venga rimossa la parte di pelle e cartilagine sottostante, come se si trattasse di un macabro travestimento piuttosto che un’operazione chirurgica vera e propria.

Vero o meno, vi è un comune denominatore tra la storia di Toko e quella di Carlton: la voglia di assomigliare ad un animale. Ma quale sarà il motivo? Le ragioni per cui alcune persone compiono gesti di queste tipo possono essere le più disparate e senz’altro dipendono dall’indole e dal vissuto di ognuno.

Sarebbe difatti errato credere che dietro queste scelte vi sia una motivazione univoca. Tuttavia possiamo individuare alcune motivazioni che accomunano queste persone.

La principale, potrebbe essere la volontà di discostarsi dalla routine. Quando si sceglie di travestirsi occasionalmente da animale, tale comportamento potrebbe essere interpretato come una sorta di temporanea fuga dalla realtà, un distacco dai propri problemi e dai molteplici impegni della vita quotidiana.

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