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Bruxelles, la polizia ha ucciso il terrorista

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Bruxelles, alla fine l’hanno preso. E ucciso. La fuga di Abdesalem Lassoued, il jihadista che ieri sera ha ucciso due persone, è durata solo una notte. Il killer è morto dopo una sparatoria con la polizia.  

Questa mattina, verso le 7.00, hanno individuato Lassoued in un caffè del quartiere di  Schaerbeek. All’arrivo degli agenti, l’uomo (un tunisino 45enne) ha tentato di reagire, ma è stato neutralizzato rimanendo ferito. Trasportato all’ospedale, è finito in sala di rianimazione, ma è morto poco dopo. L’arma usata per l’attentato, un fucile d’assalto, è stata trovata accanto a lui, nel caffè in cui è avvenuta la sparatoria.

Il ministro della Giustizia belga, Vincent Van Quickenborne, ha detto, in una conferenza stampa, che l’attentatore era noto alla polizia, ma non si trovava nell’elenco degli individui potenzialmente pericolosi, monitorati dai servizi di sicurezza.

Nel luglio 2016, un servizio di polizia straniero ha fornito informazioni secondo cui l’attentatore di Bruxelles  cercava di partire per il Medio Oriente  per combattere nelle file dell’Isis. «All’epoca c’erano innumerevoli segnalazioni di questo tipo, ce n’erano decine ogni giorno», ha detto ancora  il ministro. «Queste informazioni sono state poi analizzate e non se ne è potuto fare più nulla». L’uomo era noto alla polizia per traffico di esseri umani e soggiorno illegale. Ha presentato domanda di asilo in Belgio nel 2019.

All’inizio di quest’anno Lassoued avrebbe minacciato un residente di un centro per richiedenti asilo, che ha presentato una denuncia aggiungendo che il sospetto era stato condannato per terrorismo in Tunisia. In realtà, l’uomo aveva ricevuto una condanna per reati comuni. La sua radicalizzazione nel senso islamistico è avvenuta in poco tempo.

Lascia un po’ sconcertati la circostanza che il terrorista si trovava tranquillamente seduto in un caffè di Bruxelles poche ore dopo aver compiuto il suo infame misfatto. O si sentiva protetto, oppure i terroristi islamici che operano nella capitale belga pensano di vivere in un clima di impunità.

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