La Cina ha inviato sei navi da guerra in Medio Oriente a causa del rischio di un’escalation del conflitto. Lo riporta la testata americana The Sun. Secondo quest’ultima fonte, il gruppo navale comprende portaerei missilistiche da crociera, cacciatorpediniere tipo 052D Zibo e Urumqi, fregate Jingzhou e Linyi, nonché navi di supporto Qiandaohu e Dongpinghu. Una flottiglia di attacco cinese bella e buona si avvicina al Mar Mediterraneo orientale. Che cosa sta succedendo nel “Mare nostrum” a poche centinaia di chilometri dall’Italia? Il segnale è allarmante, anche perché le Autorità cinesi in genere non fanno grandi annunci, piuttosto preferiscono tenere nelle vicende internazionali un profilo silenzioso e pragmatico. L’autore del servizio pubblicato su The Sun afferma che la Repubblica Popolare cinese teme seriamente che la crisi israeliana possa degenerare in una guerra totale: regionale o mondiale? E’ difficile rispondere a questa domanda. La tensione sale di giorno in giorno e le posizioni fra le super potenze sono sempre più conflittuali.
La Cina Popolare ha sempre sostenuto e continua a sostenere i palestinesi nel conflitto con Israele. Il Ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha precisato che l’ingiustizia storica contro la Palestina va avanti da più di mezzo secolo. Gli Stati Uniti, invece, sostengono Israele in modo assolutamente viscerale. Washington ha già inviato un gruppo di attacco di portaerei nel Mediterraneo orientale e ha schierato un gran numero di marines sulla costa israeliana, oltre allo spiegamento in Medio Oriente di sistemi di difesa missilistica e intercettazione transatmosferica Thaad e di ulteriori sistemi Patriot.
Il fatidico attacco di terra israeliano nella Striscia di Gaza sarà la miccia che darà fuoco alle polveri? O c’è qualcosa di più grosso che si sta muovendo nello scacchiere mediorientale? Per adesso l’attacco di terra israeliano a Gaza City è come l’isola che non c’è. Viene annunciato da giorni, ma non scatta mai. Forse è soltanto l’effetto annuncio, che le Autorità israeliane vogliono far filtrare alle controparti arabe.
Una cosa però è assolutamente certa: nel Mar Mediterraneo orientale stanno giungendo navi da guerra statunitensi da una parte e russe e cinesi dall’altra, a fronteggiarsi minacciose. Nella regione, con gli Usa sono schierati Israele, la Gran Bretagna e le colonie europee, le cui popolazioni sono sempre più contrarie a seguire i propri governi. Con Russia e Cina sono schierati, invece, Iran, Irak, Siria, Yemen, Hezbollah libanesi e Hamas. Gli schieramenti contrapposti sono ben nutriti. Con le flotte navali che si stanno dispiegando nell’area, poi, le forze in campo sono davvero poderose. In questo momento vi sono perciò tutti i presupposti per lo scoppio di una violenta guerra mediorientale. E in una simile polveriera non esistono garanzie che la situazione non vada a degenerare in un conflitto mondiale.



