Come tutti sanno, c’è una trattativa in corso, nel mentre infuria la guerra tra Israele e Hamas, quella per il rilascio degli ostaggi israeliani. Qual è il paese terzo che fa da mediatore? Semplice, il Qatar. Questo piccolo paese facente parte della piattaforma arabica è una penisola a forma di foglia, protesa verso il Golfo Persico proprio di fronte all’Iran. Il Qatar ospita sul proprio territorio la più grade base militare statunitense denominata Al Udeid a sud ovest di Doha. E contemporaneamente (guarda caso) ospita i capi di Hamas nei suoi hotel di lusso a Doha e versa al governo Hamas di Gaza 30 milioni di dollari al mese per stipendi alle famiglie, carburante per l’elettricità e stipendi dei 55 membi del setore pubblico.
I militari statunitensi e i funzionari di Hamas, che sono ospiti nello stesso territorio qatariota, evidentemente vanno d’amore e d’accordo, o per lo meno non si è mai sentito parlare di una lite o dissidio fra loro. Questo dimostra chiaramente che la verità nelle vicende internazionali è oltre le apparenze. Quella in corso nel Medio Oriente non sarebbe una guerra tra Israele e Hamas. Hamas piuttosto avrebbe fornito a Netanyahu il pretesto per un’altra operazione. Distruggere la Striscia di Gaza per costringere l’Iran ad intervenire nel conflitto e poi chiamare a sostegno di Israele Stati Uniti e Gran Bretagna? Le ipotesi sono tante, ma il ruolo giocato dal Qatar è ben più complesso. Molto importanti sono le relazioni tra il Qatar e l’Iran (nemico storico di Israele) in ambito energetico. L’Iran è il secondo paese dopo la Russia a detenere riserve di gas naturale, mentre il Qatar è il terzo. Tutto ha avuto inizio nel 1971, quando nel Golfo Persico, a metà strada tra le coste iraniane e qatariote, è stato scoperto il più grande giacimento di gas naturale ad oggi esistente. L’estrazione di gas naturale è iniziata negli anni ’90 e il sito occupa uno spazio di quasi 10.000 chilometri quadrati, di cui circa il 60% è gestito dalle autorità di Doha, mentre il restante 40% nelle mani di Teheran. Ecco perché tra Qatar e Iran vi sono state quasi sempre ottime relazioni, nonostante i tentativi di Usa, Kuwait e Arabia Saudita di evitare il rafforzamento del pericoloso asse tra i due paesi frontalieri. D’altronde gli affari sono affari. Il gas naturale è una risorsa energetica fondamentale per il futuro e Iran e Qatar devono gestire da buoni amici il più grande giacimento del mondo. Il Medio Oriente è un grande crocevia dove si intrecciano le vie del petrolio e del gas naturale, gli interessi geopolitici e strategici delle grandi potenze. Non è un caso che l’ultimo campionato mondiale di calcio sia stato giocato in Qatar nel 2022. Non è neanche un caso che il Qatar abbia acquisito la proprietà di alcune squadre di calcio europee. Il calcio è diventato da tempo uno strumento di geopolitica.



