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La Cina con “Shenzhou 17” vuole conquistare il mondo

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Alle 11.15 di giovedì 26 ottobre ha ufficialmente preso il via la missione aerospaziale cinese “ShenZhou XVII”, con l’obiettivo di portare tre giovani astronauti (l’età media è di 38 anni) sulla stazione spaziale modulare cinese di TianGong (“天宫”, letteralmente “Palazzo del Cielo”). 

Le immagini del lancio del razzo “Long March-2F” sono state trasmesse in diretta dalla rete statale Cctv, di seguito i passaggi più rilevanti: 

https://www.youtube.com/watch?v=h_w6wLZy1x4 

La Squadra 

A condurre il team di astronauti interamente composto da militari è il comandante Tang Hongbo, classe 1975 e già impiegato in una precedente missione spaziale, quella di “Shenzhou XII”, conclusasi nel settembre del 2021. 

A seguito di quest’ultima gli era stato conferito il titolo onorifico di “Astronauta eroico” in aggiunta alla Medaglia al Merito del volo spaziale. 

In quell’occasione, appena atterrato, aveva rivelato ai giornalisti: “nel prossimo futuro, tornerò sicuramente“. 

Dopo poco più di due anni sembra aver mantenuto la sua promessa, ma stavolta in veste di comandante. 

“In questo momento il mio stato d’animo è calmo e deciso” avrebbe rivelato, aggiungendo che “Il mio primo pensiero quando sono entrato nella squadra degli astronauti è stato quello di essere sempre pronto a partire nello spazio per la Patria. Questo anelito non è mai cambiato e non mi sono mai rilassato per amore della mia aspirazione“. 

A fargli compagnia altri due giovani militari: Tang Shengjie è il più giovane astronauta cinese mai imbarcato per una missione spaziale; nato nel 1989 in un villaggio della provincia del Gansu, Tang ha da subito dimostrato una spiccata abilità nella meccanica: già in tenera età era in grado di smontare gli elettrodomestici e rimontarli, aggiustando le componenti difettose. 

Dopo essere entrato nell’esercito, percorso ritenuto molto onorevole nella sua provincia, ha fatto domanda per il settore aerospaziale. Dopo due anni di duro addestramento consistente in simulazioni in assenza di gravità, privazione del sonno fino a 72h e test di resistenza alle alte velocità, si è guadagnato un biglietto per la stazione spaziale di TianGong. 

Completa la squadra Jiang Xinlin, classe 1988 e pilota militare di carro armati oltre che di aerei da guerra. 

 

Qual è l’obiettivo della missione? 

Il team raggiungerà la stazione spaziale “Tiangong” per sostituire quello già presente dallo scorso maggio, non prima di aver condiviso con esso 4 giorni in orbita per il passaggio delle consegne.  

La durata del viaggio è di 6 ore e mezza, circa la distanza tra Roma e Como in macchina, necessarie per raggiungere i 425 km di altezza orbitale dove è situata la stazione dove gli astronauti saranno impegnati in test ed esperimenti scientifici, nella manutenzione e nella riparazione della stazione spaziale, oltre a condurre passeggiate spaziali per installare attrezzature e mantenere attivo l’avamposto orbitale. 

 

Quali le implicazioni internazionali? 

La missione “Shenzhou XVII” è solo un ulteriore tassello dell’ambizioso programma aerospaziale cinese che, nonostante il rallentamento economico, non ha mai smesso di crescere, neanche durante il periodo del Covid. 

L’obiettivo è quello di svolgere un allunaggio entro il 2030, nonostante la NASA abbia annunciato che arriverà al medesimo obiettivo con 5 anni di anticipo. 

La competizione aerospaziale rientra nelle dinamiche di softpower di Stati Uniti, Russia e Cina. 

Non è un caso che proprio quest’ultima si sia impegnata con un notevole dispendio economico (oltre 60 miliardi di yuan) per costruire l’unica stazione aereospaziale interamente gestita da un’unica nazione. 

Dopo l’atterraggio del rover “Zhurong” su Marte nel 2021, e il festeggiamento per il ritrovamento di tracce d’acqua sulla superficie lunare grazie al robot “Chang’e 5”, la RPC si prepara a ridurre progressivamente lo scarto tecnico e scientifico che la separa da USA e Russia, grazie ad ingenti investimenti nell’innovazione del settore aerospaziale, investimenti che non sembrano generare lo stesso entusiasmo oltre la Grande Muraglia. 

 

 

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