Denatalità, neanche gli stranieri fecondano più come prima

domenica, 29 Ottobre 2023
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natalità

L’emergenza natalità non sembra essere prossima a una battuta d’arresto. A confermarlo sono i primi dati Istat corrispondenti ai mesi Gennaio-Giugno. In questo lasso di tempo le nascite sono state circa 3.500 in meno rispetto allo stesso periodo del 2022.

La stima della fecondità per questo anno scende a 1,22 figli per donna. Attuando un confronto con gli anni precedenti le criticità in merito alla denatalità sono lampanti.

Nel 2022 le nascite sono scese sotto quota 400mila, per la precisione 393mila. Il numero medio di figli per donna scende a 1,24 , evidenziando una lieve flessione sul 2021, corrispondente a 1,25. La stima provvisoria elaborata sui primi 6 mesi del 2023 evidenzia una fecondità pari a 1,22 figli per donna.

La differenza con il 2010 è evidente, visto che in quell’anno il numero medio di figli per donna aveva toccato il massimo relativo registrato nell’ultimo ventennio di 1,44.

Questo declino, se confermato, porterebbe il numero medio di figli per donna in età fertile a quota inferiore a 1,22. Inoltre è bene dire che negli ultimi anni si è inoltre ridimensionato l’effetto positivo apportato dalla popolazione straniera all’interno della questione demografica.

Il confronto è con gli anni 2000, dove le donne straniere fornivano un contributo importante in termini di aumento delle nascite e della fecondità del periodo.

Ad oggi la presenza straniera è pari all’8,6% della popolazione residente totale, contro il 7,6% del 2012. Nonostante la registrazione di quest’incremento positivo, la situazione è solamente degenerata, creando una relazione quasi inversamente proporzionale.

Il mancato apporto della popolazione straniera non è però la causa principale del calo delle nascite, che è da attribuire per la quasi totalità al calo delle nascite da coppie di genitori entrambi italiani.

Dato interessante è che a diminuire sono soprattutto le nascite all’interno del matrimonio, pari a 230.016, circa 10mila in meno rispetto al 2021 e 233mila in meno nel confronto con il 2008 (-50,3%).

Si può dire quindi, con un certo margine di certezza, che siamo giunti alla conclusione della fase più proficua, che nel primo decennio degli anni duemila, vedeva le donne italiane recuperare le nascite in calo degli ormai lontani anni novanta.

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