Il satellite di Kim che spia Roma dall’alto

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“Guarda il Cielo”, questo il titolo di un celebre film, ma se per una volta fosse stato il cielo a guardare noi? 

Nella mattinata di ieri, martedì 28 novembre, l’agenzia di stampa statale di Pyongyang “Kcna” ha dichiarato che, dopo il lancio andato a buon fine del satellite “Malligyong-1”, quest’ultimo avrebbe scattato alcune foto di luoghi considerati “sensibili”. 

Lo stimato compagno Kim Jong Un”, si legge nella nota diffusa “ha visionato le foto satellitari di Roma in Italia scattate alle 17:56:28 del 25 novembre (ora di Pyongyang) e della base aeronautica di Anderson scattata sopra Guam nel Pacifico alle 09:17:07 del 27 novembre (ora di Pyongyang).  

Dopo due precedenti tentativi di lancio falliti, “Malligyong-1” sarebbe il primo satellite spia inviato in orbita con successo da Pyongyang con l’obiettivo principale di “osservare” i vicini sudcoreani e gli Stati Uniti. 

Altri obiettivi fotografati secondo la nota, inoltre, sarebbero stati: la base navale di Norfolk, il cantiere navale di Newport News, fino a giungere alla stessa Casa Bianca e al Pentagono. 

Al momento, nessuna delle immagini appena menzionate è stata mostrata, rendendo di fatto impossibile verificare la veridicità di tali affermazioni. 

Ciò nonostante, Kim avrebbe espresso “grande soddisfazione per il successo dei preparativi per l’operazione del satellite da ricognizione “Malligyong-1″ e per l’operato della NATA (Amministrazione Nazionale per la Tecnologia Aerospaziale). 

Il lancio del satellite era già stato fermamente condannato da diversi Paesi dell’ONU, che lo avevano considerato in aperta violazione delle sue precedenti risoluzioni. 

Il Vice Segretario Generale delle Nazioni Unite per Medio Oriente, Asia e Pacifico, Mohamed Jaled Jiari, aveva inoltre parlato di “un grave rischio per l’aviazione civile e il traffico marittimo internazionale”.  

Questo perché le autorità nordcoreane si sarebbero limitate ad avvisare la Guardia costiera giapponese non emettendo le notifiche relative alla sicurezza aerea o marittima agli organismi dell’Onu, quali l’Organizzazione marittima internazionale, l’Organizzazione dell’aviazione civile internazionale, o l’Unione internazionale di telecomunicazioni. 

Seul ha risposto alla provocazione dichiarando la sospensione parziale dell’accordo militare con il Nord, che a sua volta ha affermato che non rispetterà più l’intero accordo e riprenderà le azioni vietate dal documento. 

In un Paese che lo scorso marzo sembrava essere nuovamente piombato nel baratro della carestia e che vede ad oggi 11 dei suoi 26 milioni di abitanti soffrire di sottonutrizione (fonti FAO), verrebbe da chiedersi se non fosse necessario partire dalla terra, più che dal cielo.

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