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Caos sanità pubblica: parlano i Sindacati

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File chilometriche, servizi bloccati e sistema paralizzato. Uno tsunami di proteste ha travolto il mondo della sanità, medici, infermieri, ostetriche e dirigenti sanitari che hanno aderito in massa a uno sciopero contro le politiche governative. Un’incredibile adesione, sfiorando l’85%, ha segnato il 5 dicembre come una giornata di ribellione senza precedenti. 

I sindacati di spicco, tra cui Cimo Fesmed, Anaao Assomed e Nursing Up, hanno dichiarato uno stato di agitazione di 24 ore, gettando l’intero settore nel caos. I leader sindacali, Pierino Di Silverio, Guido Quici e Antonio De Palma, hanno espresso gratitudine per la massiccia partecipazione, dipingendo la protesta come un “grido disperato per difendere i diritti professionali”.

Con voce vibrante, Di Silverio ha lamentato la mancanza di ascolto da parte delle istituzioni, sottolineando che lo sciopero è diventato l’ultima spiaggia per difendere la dignità dei professionisti sanitari. Mentre riconoscono i disagi causati ai cittadini, i sindacati insistono sul fatto che queste azioni radicali sono essenziali per scuotere le fondamenta e migliorare i servizi pubblici.

Quici ha alzato la voce, definendo lo sciopero come un primo passo nella rivolta per preservare la preziosa e decadente sanità pubblica e riconoscere il valore dei professionisti. Con fermezza, si criticano le politiche governative che, a loro dire, stanno sottoponendo i medici a un pesante tributo e riducendo drasticamente i finanziamenti al Servizio Sanitario Nazionale.

Gli infermieri, da parte loro, hanno sollevato il vessillo della protesta contro carichi di lavoro insostenibili e retribuzioni considerate un affronto. Barbara Mangiacavalli, presidente della Fnopi, ha gridato alla necessità di una profonda revisione delle norme sulle pensioni.

In mezzo al caos, l’ex ministro della Salute, Roberto Speranza, si è unito al coro di solidarietà, sottolineando l’importanza vitale del Servizio Sanitario Nazionale per il bene della nazione, poche parole ma spese con enfasi, cariche di ricordi di quegli anni tragici che sono passati sotto la sua guida.

Il futuro? Un punto interrogativo sospeso nell’aria carica di tensione. Indetto un nuovo sciopero per il 18 Dicembre. Mentre il movimento sindacale si batte per difendere i diritti professionali e migliorare le condizioni di lavoro, il destino del sistema sanitario nazionale pende sulla bilancia. La strada è lunga, ma basteranno questi enormi disagi a plasmare un futuro dove la salute pubblica è finalmente al centro dell’attenzione?

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