Spalletti, Atreju e chi rosica

giovedì, 14 Dicembre 2023
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Spalletti compare nel programma della festa di Atreju e le vestali dell’antifascismo in servizio permanente effettivo si scandalizzano. Anche perché il ct della Nazionale passava per uno di sinistra: originario della Toscana ”profonda” (quella del fu Pci al centro della vita regionale), Spalletti ebbe qualche anno fa un ruvido scambio di battute con Matteo Salvini, al quale diede pure del «fannullone».

Capirete perché le anime belle della sinistra anti-meloniana sono letteralmente balzate sulla sedia nell’apprendere che il Mister degli Azzurri sarà sabato 16 dicembre alla manifestazione di FdI insieme con il ministro dello Sport Andrea Abodi, al campione del mondo di nuoto Andrea Paltrinieri e all’atleta paralimpica Ambra Sabatini. Apriti cielo.

I fieri antifascisti hanno dovuto comunque ingoiare il rospo perché non sono così scemi da attaccare un personaggio popolarissimo come Luciano Spalletti, fresco reduce dalla qualificazione della Nazionale alla fase finale degli Europei di calcio.

Ha provveduto a toglierli dall’imbarazzo il brillante corsivista del “Corriere della Sera” Massimo Gramellini, vivace penna della sinistra al caviale nonché raffinato anfitrione, insieme a Roberto Vecchioni, di un contenitore domenicale su La7, dove riceve con tutti gli onori personaggi di tendenza come Paola Cortellesi o figure più stagioniate come Elsa Fornero, che però non esitano a sparare a palle incatenate contro la politica economica dell’esecutivo.

Al dunque, il rutilante Gramellini ha confezionato sul “Corriere” un corsivo contro Spalletti carico di bile. Ma anche di furbizia, nel senso che l’editorialista non prende a male parole il ct della Nazionale, non lo indica come bieco sovranista. Gli rimprovera solo il fatto che sarebbe venuto meno ai doveri connessi al suo essere figura «super partes» (così lo definisce) poiché si appresta a partecipare a una festa di «parte». «Ovviamente – annota Gramellini – avrei scritto le stesse cose se (Spalletti n.d.r.) avesse deciso di presentarsi a un convegno del Pd». Beato chi ci crede…

In realtà, il discorso del ct “super partes” che non potrebbe partecipare a una festa di partito non sta in piedi. È un argomento capzioso e ipocrita. Perché Spalletti è un cittadino come gli altri e ha il diritto di andare dove vuole. E di partecipare alle feste (politiche e non) che più gli garbano.

In ogni caso, il ct della Nazionale di calcio non va ad Atreju per parlare di politica, ma dei valori legati allo sport (“impegno, coraggio, sacrificio”) e ci va con due atleti che hanno onorato l’Italia. Dov’è la scorrettezza, dov’è lo scandalo? Ai fan del Gramellini vestale dell’antifascismo l’ardua sentenza…

Ma la furbizia più “cattiva” del corsivista non sta tanto in quello che scrive nel testo dell’articolo, quanto invece nel titolo bilioso che lo correda: «Spalletta nera». Un modo velenoso di dare del fascista al Mister della Nazionale, senza esporsi più di tanto. E senza, soprattutto, esporsi da solo. È noto, infatti, che i titoli degli articoli impegnano prima di tutto la testata che li pubblica. E solo in seconda battuta l’autore dello scritto.

Ma alla vestale Gramellini sta bene così. Negli ambienti dell’antifascismo puro e duro andrà sicuramente in circolo il becerissimo titolo al suo articolo contro Spalletti.

In certi casi, viene sempre in soccorso la memoria collettiva, unitamente alle immagini che vi sono custodite. In questa occasione ci viene in mente la foto di Enzo Bearzot, Dino Zoff e Franco Causio che giocano a carte con l’antifascistissimo presidente Sandro Pertini sull’aereo che riporta a casa gli Azzurri che hanno appena vinto i Campionati del Mondo in Spagna nel 1982. A ogni anniversario di quella trionfale impresa del calcio italiano ricompare quell’immagine. E ogni volta gli italiani di destra sopportano, ma sempre sorridendo. Provino ora a sorridere (se ci riescono)  le vestali dell’antifascismo per un ct della Nazionale che va solo a parlare di sport nella festa del maggiore partito di governo. Che sarà mai?

 

 

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