Ecco come la Cina sta eliminando L’Islam sul suo territorio

sabato, 23 Dicembre 2023
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L’Islam, si sa, è una religione complessa che spinge I propri fedeli ad una vita dedicata profondamente alla preghiera e al credo. Di conseguenza, i governi più autoritari non legati a questa religione non possono che soffrirla e disprezzarla, poiché potrebbe essere fonte di ribellione. Proprio per questo motivo, la Cina sta attuando una sua campagna di chiusura delle moschee a regioni diverse dallo Xinjiang, dove per anni è stato accusato di perseguitare le minoranze musulmane.

Il rapporto pubblicato da Human Rights Watch è preoccupante a dir poco. Tutte le moschee nella regione settentrionale di Ningxia e nella provincia di Gansu sono state chiuse e saranno modificate per eliminare gli elementi tipici della religione islamica, sostituendoli con caratteristiche architettoniche prettamente cinesi.

La popolazione dei musulmani Hui, così come in precedenza di Uiguri, si vede così costretta a nascondersi dal processo di “consolidamento”, chiamato così dal rapporto di HRW. Il Partito Comunista cinese teme infatti l’influenza dell’islam e punta a per stringere il controllo sulla religione e ridurre il rischio di possibili sfide al suo dominio.

Questo controllo parte in realtà 7 anni fa quando, nel 2016, il presidente Xi Jinping ha annunciato, in altri termini naturalmente, quello che sembra un vero processo di eliminazione delle religioni considerate troppo pericolose principalmente nella regione occidentale dello Xinjiang, dove vivono oltre 11 milioni di Uiguri e altre minoranze musulmane.

La Cina era stata già accusata dall’ONU di aver commesso “crimini contro l’umanità” nello Xinjiang, attraverso la costruzione di una serie di campi di concentramento segreti dove almeno 1 milione di musulmani è stato detenuto.

Il Ministero degli Esteri cinese, messo con le spalle al muro da questi rapporti, ha dichiarato che il Partito reputa cruciale la protezione e il diritto al credo religioso, e che le operazioni sono di “manutenzione”.

“Le organizzazioni pertinenti dovrebbero abbandonare il loro pregiudizio ideologico contro la Cina e smettere di utilizzare questioni religiose per impegnarsi in manipolazioni politiche e denigrare l’immagine della Cina”, ha dichiarato il ministero in una nota.

Maya Wang, direttrice in Cina di Human Rights Watch ha risposto dicendo che:”Il governo cinese non sta ‘consolidando’ le moschee come afferma, ma le sta chiudendo in violazione della libertà religiosa. La chiusura, la distruzione e il cambio di destinazione delle moschee da parte del governo cinese fanno parte di un sforzo sistematico per limitare la pratica dell’Islam in Cina.”

La situazione appare quindi drastica con centinaia di migliaia di musulmani obbligati a nascondersi o a lavorare in campi segreti mentre il governo cinese che continuerà a negare costantemente.

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