È arrivato l’inverno e con lui anche la solita influenza stagionale. Sembrerebbe una banalità, ma l’influenza è a tutti gli effetti una malattia e come tale, senza scadere nell’esagerazione, va trattata.
Difatti si tratta di una malattia respiratoria contagiosa, causata da virus influenzali. In Italia si manifesta e diffonde prevalentemente d’inverno, ma possono verificarsi episodi sporadici anche nei mesi più caldi.
I sintomi sono i classici sintomi dell’influenza: starnuti, tosse, brividi, dolori muscolari, stanchezza, mal di testa e naso chiuso. Il periodo che va da quando si è esposti al virus a quando iniziano effettivamente i sintomi varia dai 2 ai 4 giorni, mentre la durata del virus influenzale si aggira solitamente intorno ai sette giorni.
A conferire un quadro puntuale della situazione corrente è senz’altro il Rapporto quinto RespiVirNet, con dati aggiornati fino al 22 Dicembre. Dal rapporto si apprende che vi è stato un sensibile aumento del numero di casi di sindromi simil-influenzali in Italia.
Nella 50° settimana del 2023, infatti, l’incidenza è pari a 15,0 casi per mille assistiti a fronte dei 11,94 nella settimana precedente. L’incidenza è in aumento in tutte le fasce di età, soprattutto nei bambini al di sotto dei cinque anni in cui l’incidenza è pari a 38,8 casi per mille assistiti.
I bambini colpiti da influenza presentano sintomi particolari, come ad esempio respiro accelerato o difficoltà a respirare, colorito bluastro della pelle, insufficiente assunzione di liquidi, sonnolenza o a livello comportamentale, assenza di interazione con gli altri.
Inoltre, sempre tra le fasce d’età più piccole, i sintomi influenzali potrebbero sembrare improvvisamente guariti per poi ricomparire, accompagnati da febbre e dal peggioramento dei sintomi che si erano manifestati inizialmente.
In questi casi sarebbe raccomandabile rivolgersi al medico di base oppure alla luce di un peggioramento repentino e di difficile gestione, al pronto soccorso. Oltre ai sintomi sopraelencati , è necessario intervenire prontamente se il bambino non è in grado di alimentarsi, ha difficoltà a respirare, non ha le lacrime quando piange, sporca molti meno pannolini del normale. L’unico strumento per prevenire l’infezione rimane il vaccino antinfluenzale.
È bene chiarire però che il vaccino protegge solo e soltanto dal virus influenzale, quello potenzialmente “pericoloso”, e non dai numerosi virus para-influenzali quelli che potremmo definire come solo fastidiosi, responsabili delle numerosi sindromi da raffreddamento che si verificano durante l’inverno. È bene ricordare che in Italia è gratuito per le fasce di popolazione considerate a rischio.
È bene dire però, a scanso di equivoci, che la maggior parte delle persone che si ammalano presentano sintomi lievi e non devono ricorrere né ad assistenza medica né a farmaci antivirali, andando incontro a guarigione spontanea in meno di due settimane.



