L’anno 2023 volge ormai al termine ed è tempo di fare il bilancio geopolitico sotto l’Albero di Natale. Quali conseguenze hanno portato le due guerre purtroppo ancora in corso?
- Bilancio della guerra russo-ucraina.
Il governo ucraino ha, fin dall’inizio del conflitto, deciso di nascondere i dati relativi alle perdite subite dal proprio esercito. Se questi dati fossero noti, il mondo si renderebbe conto della catastrofe in atto. Secondo dati ufficiosi molto attendibili, fra caduti e invalidi irrecuperabili, il numero delle perdite ucraine supera abbondantemente il milione di unità. Considerato che l’Ucraina conta ormai poco più di venti milioni di abitanti, le perdite subite fanno ritenere che un’intera generazione di giovani maschi ucraini sia stata annientata. L’Ucraina, perciò, è una nazione finita, distrutta, nel cuore dell’Europa orientale. Ma, le conseguenze di questo conflitto non solo soltanto queste. L’unità europea sta andando in pezzi, si frantuma proprio sull’Ucraina, con due paesi dell’Europa orientale – Ungheria e Slovacchia – che si oppongono apertamente all’ingresso dell’Ucraina nell’Ue, mentre altri come la Polonia sono contrari sotto banco. La fornitura, poi, di armamenti occidentali da parte della Nato all’esercito ucraino e la distruzione degli stessi da parte dell’esercito russo, hanno dimostrato la superiorità tecnologica e industriale della Federazione Russa rispetto all’Occidente. Con la conseguente perdita di deterrenza statunitense dinanzi al mondo intero. Oggi, nessun paese ha più paura degli Stati Uniti.
2. Bilancio della guerra Israele/Hamas
Il bilancio della guerra che si sta combattendo tra Israele e Hamas, seppure del tutto provvisorio, è già molto più catastrofico. Innanzitutto, Israele con il genocidio messo in atto nella Striscia di Gaza e gli Usa che lo appoggiano in sede Onu, hanno perso la faccia su scala mondiale. Che quello di Gaza sia un vero e proprio genocidio lo dimostra il fatto che l’esercito israeliano sta bombardando una popolazione inerme di vecchi, donne e bambini, distruggendo le loro case e impedendo che arrivino loro i soccorsi. Quello che nessuno si aspettava è l’iniziativa intrapresa dagli Houthi yemeniti per rappresaglia alla strage di civili perpetrata dall’esercito israeliano nella Striscia di Gaza: il blocco navale mediante lancio di missili e droni alle imbarcazioni che attraversano lo Stretto di Bab el Mandeb per approdare nei porti israeliani. Poiché dallo Stretto di Bab el Mandeb si passa anche per attraversare il Canale di Suez, la decisione delle principali compagnie di navigazione di abolire del tutto la rotta del Mar Rosso equivale al blocco del Canale di Suez. Si annuncia una catastrofe mondiale dalle conseguenze inimmaginabili. L’Europa già in recessione dovrà fronteggiare un rincaro dei prezzi dei prodotti petroliferi e di quelli di altro genere pari ad almeno il 30% a causa del blocco navale yemenita: si salvi chi può!



