Stop alla carne di cane: ecco la nuova Corea animalista

giovedì, 11 Gennaio 2024
1 minuto di lettura

Il Parlamento coreano ha approvato una legge storica, che vieta l’allevamento, il commercio e il macello di cani per scopi alimentari. Il divieto entrerà in vigore nel 2027, dopo un periodo di transizione di tre anni. La decisione è stata accolta con favore dagli attivisti per i diritti degli animali, ma ha suscitato prevedibili proteste tra gli allevatori.

Seul, 9 gennaio 2024 – La Corea del Sud ha fatto un passo decisivo verso la fine di una pratica antica e controversa: il consumo di carne di cane, seguendo l’esempio di altri paesi asiatici “occidentalizzati” come Taiwan e Singapore. Nei tre anni di transizione, utili proprio a questo proposito, gli allevatori avranno poche strade da intraprendere: potranno adeguarsi alle nuove norme o cambiare attività. Chi violerà il divieto rischierà fino a tre anni di carcere e multe fino a 20mila euro.

La decisione è stata accolta con entusiasmo dagli attivisti per i diritti degli animali, che da anni denunciano le crudeltà inflitte ai cani -qui considerati puramente animali da compagnia- negli allevamenti e nei macelli coreani, dove verrebbero spesso “sottoposti a sofferenze atroci prima di essere uccisi”. Secondo le stime, ogni anno in Corea del Sud vengono consumati circa due milioni di cani, soprattutto nei mesi estivi, dal momento in cui questo tipo di carne è culturalmente considerata rinvigorente. Tuttavia, la pratica è in netto declino da tempo, soprattutto tra le giovani generazioni, che preferiscono tenere i cani come animali domestici e sono più sensibili al loro benessere. Secondo un sondaggio del 2018, il 70 per cento dei sudcoreani non mangia carne di cane e il 40 per cento la ritiene una forma di maltrattamento animale. Insomma, è il caso di dire che I tempi sono cambiati.

La legge approvata dal presidente Yoon Suk Yeol ha comunque cercato di tenere conto delle esigenze degli allevatori, prevedendo dei sussidi per chi vorrà convertire la propria attività. Tuttavia, molti di loro hanno espresso la loro insoddisfazione e hanno annunciato di voler fare ricorso alla Corte Costituzionale, sostenendo che la legge viola il loro diritto al lavoro e alla proprietà. Alcuni hanno anche minacciato di organizzare delle proteste pubbliche, come accaduto nel 2018, quando alcuni allevatori “radicali” portarono dei cani vivi davanti al parlamento per ucciderli sul posto, dimostrando il loro dissenso in maniera brutale.

Ma come cambierà l’immagine della Corea del Sud all’estero, soprattutto agli occhi degli animalisti? La Corea del Sud è infatti l’unico paese al mondo ad avere un’industria organizzata e regolamentata per la produzione di carne di cane, con circa 1.100 allevamenti e 1.600 ristoranti specializzati. La questione è stata spesso fonte di tensione con altri paesi, in particolare Stati Uniti ed Europa. La nuova legge potrebbe quindi contribuire a migliorare la reputazione della Corea del Sud come paese moderno e rispettoso degli animali, al passo con la nuova eticità internazionale e, cosa ancora più importante, ben voluto dai gruppi di pressione occidentali.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.