/

Mar Rosso, Usa e Gb attaccano: le possibili conseguenze

2 minuti di lettura

Mar Rosso, quello che tutti temevano in questi ultimi giorni è accaduto stanotte: Stati Uniti e Gran Bretagna hanno dato il via all’escalation del conflitto in Medio Oriente in quella strategica via d’acqua. Cacciabombardieri angloamericani hanno colpito le basi dei ribelli Houthi filo-iraniani nello Yemen.

La reazione dei miliziani islamisti non promette nulla di buono: «Cinque morti, pagherete caro». Mentre scriviamo, si apprende che navi americane e inglesi nel Mar Rosso sarebbero state attaccate dai ribelli.

La situazione è in evoluzione e sono già arrivati i duri commenti di Russia e Cina.  «Gli attacchi statunitensi nello Yemen sono un nuovo esempio della distorsione da parte degli anglosassoni delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell’Onu e del totale disprezzo del diritto internazionale in nome di un’escalation nella regione per raggiungere i loro obiettivi distruttivi»: così ha scritto su Telegram la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova. Per quanto riguarda Pechino, il capo della diplomazia invita «le parti interessate a mantenere la calma e a dar prova di moderazione per evitare che il conflitto si espanda».

La preoccupazione nelle capitali mondiali è altissima, anche perché ancora non sappiamo quale potrà essere la reazione dell’Iran, cioè della potenza regionale direttamente coinvolta nella trasformazione del Mar Rosso in una nuova zona di guerra.

Il timore di tutti è che Teheran possa effettuare la sua ritorsione sullo stretto di Hormuz, attaccando le petroliere che attraversano quella via d’acqua. Sarebbe un vero disastro perché parliamo di una delle principali arterie petrolifere mondiali. In tale sciagurata ipotesi il prezzo del greggio salirebbe alle stelle. E a quel punto non sappiamo come reagirebbero gli Usa. Uno scontro diretto con l’Iran potrebbe farsi terribilmente concreto, con tutte le devastanti conseguenze sulla pace mondiale.

Non è detto che Teheran compia un passo così, potenzialmente, esplosivo. Ma non si può, al momento, nemmeno escluderlo. Tutti trattengono il fiato, a partire dalla Cina, i cui interessi economici e commerciali potrebbero essere, nel caso di una sconvolgente escalation, duramente colpiti. È probabile che Pechino eserciti pressioni sugli ayatollah affinché non si arrivi a quel punto. In tal senso va interpretata la preoccupazione che emerge dalla nota diffusa dal ministero degli Esteri cinese.

Ma perché Usa e Gran Bretagna si sono decise a compiere un passo tanto grave come l’attacco militare alle basi Houthi? Perché la situazione nel Mar Rosso stava cominciando a diventare insostenibile. Dopo i primi attacchi contro Israele per reazione al sanguinoso assedio di Gaza, gli integralisti sciiti yemeniti hanno cominciato a bersagliare con missili e droni le navi mercantili che transitavano nello stretto di Bab el-Mandeb. Anche in questo caso le conseguenze sarebbero alla lunga devastanti perché parliamo della principale rotta commerciale tra l’Indo-Pacifico e il Mediterraneo. I primi contraccolpi li sta ad esempio già avvertendo il sistema delle piccole e medie imprese italiane che sono impegnate nell’import-export: i costi del trasporto marittimo delle merci sono in rapida salita. L’attacco anglo-americano è partito dopo che i ribelli filo-iraniani hanno ignorato l’ennesimo invito di Washington e Londra a lasciare in pace le navi commerciali in rotta sul Mar Rosso.

Vedremo come evolverà la situazione nei prossimi giorni. Certo è il fatto che i palestinesi non se ne fanno nulla né dei missili Houthi né tantomeno della crisi del commercio tra Asia ed Europa. E, alla fine, non se ne fanno nulla neanche gli ayatollah.

 

 

 

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articolo precedente

Raid USA-Gb contro i ribelli Houthi (VIDEO)

Articolo successivo

Milano, accoltella la ex compagna. Fermato un 54enne

0  0,00