Eric Adams, sindaco democratico di New York ha annunciato durante il suo discorso sullo stato della città, di aver commissionato il il Commissario del Dipartimento della Salute e dell’Igiene Mentale, il dott. Ashwin Vasan, per classificare ufficialmente l’accesso incontrollato e l’uso dei social media come una minaccia per la salute pubblica.
Il dottor Vasan dovrà inoltre proporre un vero e proprio vademecum, indirizzato a parenti, tutori e insegnanti, dove si spiegano le azioni cruciali che gli adulti devono compiere per promuovere un uso più sano dei social e soprattutto evitare l’utilizzo totalizzante degli smartphone. Proprio per questo motivo, in uno dei punti principali del vademecum, sarà “caldamente sconsigliato” l’acquisto e l’accesso a telefonini smartphone per tutti i minori di 14 anni.
Adams, nel discorso, non ha risparmiato attacchi durissimi alle grandi aziende social: ”TikTok, YouTube e Facebook stanno alimentando una crisi di salute mentale progettando le loro piattaforme con funzionalità che creano dipendenza e pericolose, non possiamo stare a guardare e permettere a Big Tech di monetizzare la privacy dei nostri figli e mettere a rischio la loro salute mentale”.
Il democratico di New York ha poi esortato il proprio presidente, Joe Biden, a introdurre un nuovo sistema legislativo ad hoc per contrastare le “pratiche predatorie” delle compagnie di Big Tech e salvaguardare i giovani americani, apparentemente sempre più assuefatti al mondo digitale.
Questo sarà sicuramente il primo passo di una lunga serie di denunce dalle autorità locali americane contro i social, soprattutto dopo i recenti studi che provano come l’ampio uso di social media sia dannoso per la salute mentale giovanile soprattutto a causa dei durissimi modelli a cui i giovani d’oggi si confrontano: fisicamente, economicamente e socialmente.
A ottobre, Meta, la società madre di Instagram e Facebook, è stata colpita da cause legali presentate da un totale di 41 stati e dal Distretto di Columbia, che affermano che le piattaforme dell’azienda sono associate a “depressione, ansia, insonnia, interferenze con l’istruzione e la vita quotidiana”.
Finora, solamente gli stati autoritari e a democrazia limitata hanno dichiarato guerra a Facebook, X, Instagram e TikTok, controllando costantemente tutti i contenuti pubblicati e l’accesso dei proprio cittadini ai social. Sicuramente questa non è la soluzione al problema, ma le probabilità che anche le grandi diplomazie occidentali vadano verso un maggiore controllo nei confronti delle compagnie di Big Tech sono estremamente alte. Che quello di New York sia l’inizio del “governmental control” sui social?

