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Giallo-Unrwa. Non è il primo vizietto dell’Onu. I precedenti

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Lo scandalo internazionale lambisce l’Onu. Israele accusa: almeno 12 dipendenti dell’Unrwa sarebbero stati complici di Hamas nell’operazione terroristica del 7 ottobre ai danni degli israeliani. L’Unrwa è un’agenzia dell’Onu, che si occupa dell’assistenza in favore dei profughi palestinesi. E’ stata fondata nel 1949, un anno prima dell’Unhcr ed ha 30.000 dipendenti, la maggior parte dei quali palestinesi. Di fronte alle accuse di Israele il Segretario Generale dell’Onu Guterres si è detto inorridito. Gli Usa che finanziano l’agenzia con 343 milioni di dollari all’anno, hanno deciso di sospendere le sovvenzioni, seguiti da altri paesi, fra cui l’Italia.

Nella fattispecie concreta, con le operazioni militari in corso, è difficile accertare la fondatezza delle accuse mosse da Israele all’Unrwa di essere complice dei terroristi.

Ma, c’è un aspetto interessante che vale la pena di analizzare. Ed è il seguente. E’ la prima volta che i dipendenti dell’Onu sono complici di atrocità commesse ai danni dei civili? Certamente no. In una serie di conflitti internazionali, soprattutto in Africa, ma anche nella ex Jugoslavia, in Birmania, Afghanistan, etc., il personale dell’Onu dinanzi alle atrocità commesse sui civili, quali genocidio, stupri di massa, deportazioni e quant’altro, si sono “girati dall’altra parte”, fingendo di non vedere e comunque omettendo di intervenire a protezione degli indifesi. Eppure, nei casi di evidente complicità del personale Onu con gli sterminatori, stupratori e violenti in genere, raramente sono stati presi provvedimenti.

Ora, il semplice sospetto di complicità con il terrorismo palestinese da parte di 12 membri dell’Agenzia Onu Unrwa, denunciato da Israele, ha fatto scattare addirittura la sospensione dei finanziamenti a tutta la struttura da parte di Usa e altri paesi, fra cui l’Italia! Perché questi provvedimenti sono adottati con tempestività? Si possono avanzare alcune ipotesi.

Il Tribunale dell’Aja, proprio qualche giorno fa, ha ritenuto fondata l’accusa di genocidio a carico del governo israeliano per lo sterminio indiscriminato di più di ventiseimila palestinesi nella Striscia di Gaza, perlopiù donne e bambini. L’accusa di genocidio è stata intentata dal Sudafrica, che guarda caso è tra i membri fondatori del gruppo BRICS, acronimo che sta appunto per Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica. Questo fa capire le forze in gioco, da una parte le potenze angloamericane e Israele, dall’altra parte Russia, Cina e Iran. Messo all’angolo dal Tribunale dell’Aja, probabilmente, il governo israeliano, accusando i dipendenti dell’agenzia dell’Onu di complicità con i terroristi di Hamas, ha cercato di ribaltare la situazione.

C’è anche un’altra ipotesi. Con la sospensione dei finanziamenti all’Unrwa che assiste i profughi palestinesi, questi ultimi potrebbero essere indotti a lasciare la Striscia di Gaza, che è esattamente l’obiettivo perseguito da Israele.

 

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