Gualtieri e il 5G annunciato, era meglio la metro

martedì, 30 Gennaio 2024
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Cento milioni per un Wi-Fi, per quanto di ultima generazione. È la novità più succosa che il sindaco Roberto Gualtieri è riuscito a presentare in questi giorni al pubblico romano a meno di un anno dall’inizio del Giubileo. Non siamo ai livelli dei singoli autobus (usati) presentati dalla Giunta Raggi con un’enfasi che, in una capitale europea, dovrebbe essere destinata al limite all’apertura di una nuova linea della metropolitana, ma diciamo che ci si aspettava di più.

L’accordo in questione, sottoscritto con la canadese Boldyn Networks, consiste in un progetto di sviluppo del 5G nella rete cittadina che, a detta del sindaco Pd, doterà la città “dell’infrastruttura digitale abilitante più avanzata al mondo”. Più prosaicamente, possiamo dire che si tratterà di un servizio che faciliterà la navigazione di smartphone e dispositivi connessi, anche nelle gallerie della metropolitana. La rete servirà anche a migliorare la qualità delle telecamere disposte un po’ ovunque in città e a migliorare il funzionamento dei sensori di controllo ambientale (sperando che ciò non si traduca nella decisione di indire altre domeniche ecologiche). Un po’ poco per una città che quest’anno si avvia a ospitare 35 milioni di turisti, numero che verrà sicuramente superato nel 2025 con il prossimo Giubileo.

Finora al Campidoglio sono stati bravi a coprire le lentezze e le inefficienze nella gestione dell’ordinaria amministrazione lavorando di comunicazione e presentando, con tanto di cartelloni sparsi per la città, come chissà quale miglioramento alla qualità della vita dei cittadini il semplice ripristino del ponte dell’Industria, che collega il quadrante sud-ovest della città con la Piramide Cestia.

Questo mentre la spazzatura non è mai davvero scomparsa dalle strade, le quali versano, insieme ai marciapiedi, in condizioni che qualunque passante può giudicare. Ma anche su questi punti Gualtieri ostenta ottimismo; se fino a qualche mese fa i cantieri pubblici aperti erano appena 12, ormai sono diventati quasi 1500. Forse un po’ tardi per vederli chiusi in tempo per l’apertura della Porta Santa, ma ai timori di un Giubileo da trascorrere schivando oltre a turisti e pellegrini pure scavatrici e betoniere, il sindaco risponde serafico, nel corso di un’intervista concessa al Sole 24 Ore, che “senza cantieri non ci sono disagi ma non c’è neanche futuro”.

Di certo i fondi non mancano: tra Pnrr, fondi speciali per il Giubileo e finanziamenti ordinari nei prossimi anni, la Capitale dovrà spendere 13 miliardi. Come al solito, il problema sarà vedere se si riuscirà a tradurre questa somma in miglioramenti effettivi alla vita quotidiana dei cittadini, che mai come oggi sono, paradossalmente, lontani dalla loro stessa città. L’aumento del valore degli immobili ha, in questi ultimi anni, spinto via i romani dal centro, tanto che oggi il 70% di loro ha preso casa lungo il Grande Raccordo Anulare. È questo un cambiamento che Veltroni aveva tentato di risolvere con la creazione della famosa “città in 15 minuti”, ovvero la frammentazione di Roma in tante piccole aree più o meno autosufficienti, dotate di servizi pubblici, uffici, scuole e parchi.

Niente o quasi di quel progetto si è realizzato, le nuove zone residenziali sono rimaste dei dormitori che costringono i romani a prendere l’auto anche solo per fare una passeggiata o la spesa. Ben venga il 5G, ma c’è da sperare che Gualtieri abbia sfide ben più concrete da affrontare.”

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