Neuralink: primo esperimento umano. Cosa ne pensa l’AI?

mercoledì, 31 Gennaio 2024
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Doveva succedere ed è successo. Elon Musk ha annunciato su X che Neuralink, la sua azienda di neurotecnologie, ha installato – per la prima volta – il tanto discusso “impianto cerebrale” su un essere umano.

Si tratta di un passo fondamentale per il progetto Neuralink, un passo che mira a creare un’interfaccia neurale (Brain-computer interface, o Bci) in grado di collegare il cervello umano con l’intelligenza artificiale. Un passo però, che apre anche molti scetticismi. Abbiamo chiesto all’intelligenza artificiale stessa la sua opinione.

Cos’è Neuralink e come funziona:

Neuralink è una società fondata da Musk nel 2016, con l’obiettivo di sviluppare una tecnologia che possa migliorare le capacità cognitive e sensoriali degli esseri umani, nonché di curare alcune delle malattie neurologiche. La società sta lavorando a un dispositivo chiamato Bci, che consiste in un chip grande quanto una moneta, collegato a 64 fili sottilissimi, che contengono più di mille elettrodi. Questi fili vengono inseriti nel cervello tramite un robot chirurgico, in una regione che controlla i movimenti. Il chip è in grado di registrare e trasmettere i segnali cerebrali in modalità wireless a un’applicazione, che li decodifica e li traduce in comandi per un computer.

A chi è destinato il dispositivo di Neuralink:

Per ora, Neuralink si concentra su un obiettivo molto più modesto rispetto a quello di raggiungere una simbiosi tra uomo ed intelligenza artificiale, dichiara da Musk. L’azienda sta infatti reclutando pazienti affetti da tetraplegia, la paralisi di tutti e quattro gli arti del corpo, dovuta a una lesione del midollo spinale cervicale o alla sclerosi laterale amiotrofica (SLA). L’idea è di permettere a queste persone di controllare un cursore o una tastiera con il proprio cervello, restituendo loro una parte della loro autonomia. Neuralink ha ricevuto l’approvazione da parte di un comitato etico ospedaliero e della Food and drug administration (Fda, l’agenzia statunitense che regolamenta i prodotti farmaceutici) per avviare una sperimentazione clinica, che prevede di impiantare il dispositivo su quattro pazienti. Secondo le previsioni dell’azienda, saranno necessari sei anni per completare lo studio. D’altro canto, Neuralink porta con sé anche dei rischi, sia di natura tecnica che etica. Possibilità di infezioni, reazioni immunitarie, danni cerebrali o malfunzionamenti del dispositivo, privacy, sicurezza e responsabilità.

Come sta andando la sperimentazione clinica:

Musk ha rivelato che il primo paziente a cui è stato installato il dispositivo si sta riprendendo bene e che i primi risultati mostrano un promettente rilevamento di picchi neuronali, ovvero le variazioni di voltaggio che indicano l’attività delle cellule nervose. Tuttavia, potrebbero passare diversi mesi prima di sapere se il soggetto sarà in grado di utilizzare con successo l’impianto.

Come preannunciato, giunti a questo momento, abbiamo deciso di chiedere un parere sulla questione all’AI. La domanda posta è la seguente: “Quali sono i possibili scenari futuri in vista dei dispositivi cerebrali impiantati sull’essere umano?”

Ecco la risposta:

Gli scenari possibili in un futuro in cui saranno impiantati dispositivi neuronali (come Neuralink) nel cervello degli esseri umani sono molteplici e dipendono da vari fattori, come il grado di diffusione, l’efficacia, la sicurezza e la regolamentazione di tali tecnologie. Alcuni degli scenari possibili sono:

– Uno scenario utopico, in cui i dispositivi neuronali migliorano la qualità della vita delle persone, permettendo loro di curare le malattie, potenziare le capacità, comunicare meglio, esplorare nuove realtà e creare una società più armoniosa e collaborativa.

– Uno scenario distopico, in cui i dispositivi neuronali compromettono la libertà e la dignità delle persone, esponendole a rischi di abusi, manipolazioni, violazioni, discriminazioni e conflitti, da parte di entità più potenti o malintenzionate.

– Uno scenario neutrale, in cui i dispositivi neuronali hanno sia vantaggi che svantaggi, e la loro influenza dipende dalle scelte individuali e collettive delle persone, che devono bilanciare le opportunità e i rischi, e affrontare le sfide etiche e sociali che ne derivano.

Si potrebbe ipotizzare che lo scenario più probabile sia quello neutrale, in cui i dispositivi neuronali come Neuralink avranno sia vantaggi che svantaggi, e la loro influenza dipenderà dalle scelte individuali e collettive delle persone, che dovranno bilanciare le opportunità e i rischi, e affrontare le sfide etiche e sociali che ne derivano. Questo scenario è basato sull’ipotesi che i dispositivi neuronali non saranno né perfetti né terribili, ma avranno limiti e problemi.

 

 

 

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