In linea con l’indagine condotta dall’istituto Demoskopika, in Italia circa 1 milione di under 35 potrebbero essere soggetti ad un elevato rischio di dipendenza social.
L’indagine riporta che i soggetti presi in esame presentano un rapporto disfunzionale con i social, in quanto hanno bisogno di usarli sempre di più, nonostante i tentativi non riescono a smettere di impiegarli e hanno comportamenti ansiosi o agitati legati al mancato utilizzo, tendendo a sacrificare ore di studio o di lavoro per dedicarvisi.
Per comprendere se effettivamente vi è la possibilità di essere un soggetto a rischio, Demoskopika ha individuato, utilizzando la Bergen Social Media Addiction Scale, una serie di comportamenti spia: variazione dell’umore per uso eccessivo dei social, una ricerca ossessiva del loro uso fino a veri e propri sintomi da astinenza emotivi e fisici.
Il tasso più alto a rischio dipendenza è stato riscontrato in tre regioni: Sicilia, Campania e Umbria. Al loro interno è stato registrato un tasso di rischio piuttosto alto, corrispondente a 106,8mila per la Sicilia, 131,4mila per la Campania e 16.500mila per l’Umbria.
Raffaele Rio, Il presidente di Demoskopika, a fronte di questi dati alquanto preoccupanti ha affermato che:” Ad oggi, la politica non sembra particolarmente attenta o, nella migliore delle ipotesi, sembra rinchiusa nel limbo della meditazione su quali misure metter in campo per arginare il ‘lato oscuro della Rete’. In questa direzione sarebbe utile avviare una capillare campagna di comunicazione della Presidenza del Consiglio”.
Secondo l’Istituto, inoltre, l’impatto dei social è sempre più pervasivo e i rapporti intermediati superano quelli faccia a faccia.
La maggior parte degli intervistati ha dichiarato di usare tutti i giorni i social (85,7%) o un personal computer (79,8%). Per circa quasi 7 giovani su 10 prevale l’ascolto di musica oppure guarda la televisione principalmente attraverso le piattaforme digitali (67,4%). Al contrario, solo il 36,7% dei giovani vede di persona quotidianamente gli amici e appena il 17,3% trascorre il tempo libero con parenti e familiari”.
C’è un elemento che però ha insospettito l’opinione pubblica, mettendo in discussione anche l’oggettività e la veridicità dell’esperimento, ovvero il fatto che la ricerca è stata condotta su un totale di 3mila giovani residenti in Calabria.
Per sciogliere ogni dubbio i ricercatori impegnati nell’indagine hanno precisato che: “considerata la rilevante numerosità degli intervistati e la significativa omogeneità nei consumi dei social media da parte dei giovani in Italia, i risultati emersi possano essere inferiti per l’intero territorio nazionale”.



