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“La magia del silenzio”. Antonio Donghi in mostra a Palazzo Merulana

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La mostra “Antonio Donghi. La magia del silenzio” presso il Palazzo Merulana di Roma è un’approfondita retrospettiva, a cura dello studioso Fabio Benzi, che fino al 26maggio riporterà all’attenzione di appassionati ed esperti le opere del più grande esponente del Realismo magico del secolo scorso, per ricercarne e cogliere nuove suggestioni.

Sono raccolte trentaquattro opere, prevalentemente acquistate direttamente alle maggiori mostre del tempo (Biennali di Venezia, Quadriennali di Roma, ecc.) o altrimenti reperite sul mercato. Il progetto espositivo intende presentare i nuclei più significativi provenienti dalla Galleria Comunale d’Arte Moderna di Roma, dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna, dalla Banca d’Italia, dalla UniCredit Art Collection e dalla Fondazione Elena e Claudio Cerasi, che nel loro insieme rappresentano l’intero percorso dell’artista, toccandone tutti i temi principali: paesaggi, nature morte, ritratti, figure in interni ed esterni, personaggi del circo e dell’avanspettacolo.

Tra le opere presenti si potranno ammirare Lavandaie (1922-23); Gita in barca (1934) e Piccoli saltimbanchi (1938) e sarà possibile ricostruire interamente il  percorso artistico di Donghi.

L’ esposizione di Palazzo Merulana vuole anche essere un tributo a Claudio Cerasi, l’imprenditore morto nel 2020 che con la moglie Elena ha creato la Fondazione di cui lo spazio espositivo è l’ emanazione con la sua ricca collezione di capolavori dell’ arte italiana del Novecento, in particolare della Scuola Romana.

Classe 1897, romano, Donghi fu fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1963, un artista schivo e introverso, che tuttavia divenne noto in tutto il mondo e sul quale moltissimi critici si sono confrontati per definirne l’appartenenza culturale e classificarne lo stile. La sua è una raffigurazione della realtà chiara, gentile ma ambigua, all’apparenza semplice e decifrabile, ma che nasconde un magnetico e magico senso di aspettativa, dando all’osservatore l’impressione di poter ricevere da un momento all’altro una domanda inquietante od una rivelazione che lo coinvolge.

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