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Mercedes scopre la truffa dell’elettrico, cosa cambia per gli automobilisti

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Preoccupati della crociata ambientalista europea contro le care vecchie auto benzina o diesel? Spaventati dalla transizione all’elettrico? Siete in buona compagnia, perché la Mercedes ha appena ammesso di non essere affatto pronta ad abbandonare la tecnologia a combustione e sta preparando una clamorosa marcia indietro rispetto ai piani annunciati qualche anno fa, quando sembrava certo che entro il 2030 tutte le sue auto sarebbero state prodotte con motore elettrico.

Cosa è successo

La notizia è di questa mattina: l’amministratore delegato della casa di Stoccarda Ola Källenius ha ammesso che l’azienda intende continuare a fabbricare auto col motore a scoppio per il tempo più lungo possibile. Il motivo non è stato chiarito, ma possiamo farlo noi: perché il passaggio elettrico della Mercedes (e con essa di tutte le case europee) è stato un disastro. Le automobili elettriche sono del tutto diverse da quelle col motore, usano una tecnologia nella quale siamo enormemente indietro rispetto a cinesi e americani e si distinguono per funzioni e dotazioni, come la guida assistita e i sistemi di intrattenimento a bordo, che certo non fanno parte della tradizione delle case automobilistiche del vecchio continente.

Insomma, le elettriche europee sono più costose delle altre, hanno batterie meno performanti e non possono neanche contare su una rete di rifornimento proprietaria come quella attivata in questi anni dalla Tesla. Come se non bastasse le case costruttrici del resto del mondo, a partire dai sempre agguerriti giapponesi, si sono ben guardati di abbandonare la tecnologia termica in favore dell’elettrico, preparandosi a occupare i segmenti di mercato che gli europei sembrano ansiosi di abbandonare.

Cosa cambia per gli automobilisti

A questo punto è possibile che al rinsavimento della Mercedes segua quello degli altri costruttori tedeschi e poi di quelli francesi (non nominiamo gli italiani perché ormai la Fiat è una succursale della francese PSA), nella speranza che a Bruxelles decidano di rinunciare al ridicolo obiettivo di vietare la vendita di auto non elettriche a partire dal 2035. Buone notizie per gli automobilisti, soprattutto quelli che non hanno i soldi per comprare un’auto elettrica e vivono in zone dove ricaricare un veicolo a batteria è difficile se non impossibile.

Ancora meglio potrebbe andare se i costruttori cinesi cominciassero a invadere il mercato con prodotti adatti a tutte le tasche, dando qualche sollievo ai padri di famiglia che per sostituire la loro vecchia utilitaria devono ormai essere pronti a sborsare come minimo 25mila euro. D’altra parte già oggi i nostri elettrodomestici, i nostri vestiti, i nostri cellulari sono made in China. Resta però il problema di capire con cosa pagheremo tra qualche anno i prodotti cinesi, se in Europa non siamo più capaci di produrre niente. Ecco, se le varie Mercedes e Volkswagen vogliono rispondere alla sfida lanciata da Pechino, sarà bene pensare anche a quei consumatori che per un’auto nuova hanno da spendere a malapena 15mila euro. Perché, è bene ricordarselo, si tratta della maggioranza.

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