Il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato platealmente qualche giorno fa che si potrebbero inviare soldati occidentali in Ucraina. Ha risposto brutalmente Dmitry Peskov, portavoce del presidente russo Vladimir Putin: “in un caso del genere il conflitto diretto tra Nato e Russia sarebbe non probabile, ma inevitabile”. Queste dichiarazioni sono state rese da persone ai massimi livelli di rappresentanza, per cui vanno prese molto sul serio. E’ stato dichiarato lo scoppio della terza guerra mondiale? Tale infatti sarebbe una guerra aperta tra Nato e Russia! Per rispondere a questo interrogativo è necessaria una breve analisi dei fatti.
Innanzitutto va descritta senza fronzoli o paludamenti la situazione del conflitto in Ucraina. Dopo aver perso la città fortificata di Avdievka, l’esercito ucraino sta indietreggiando progressivamente verso ovest, pressato dall’esercito russo che avanza. La ragione di questa drammatica ritirata delle truppe di Kiev è chiara: gli ucraini hanno pochi uomini, poche munizioni e soprattutto non hanno altre fortificazioni alle spalle per formare una nuova linea difensiva. In parole povere dietro gli ucraini che si ritirano c’è la spianata dell’oblast. Il rullo compressore dell’avanzata russa potrebbe perciò tranquillamente arrivare in poche settimane fino a Kiev.
I leader occidentali sono letteralmente terrorizzati dalla prospettiva di una schiacciante vittoria dei russi, che metterebbe la parola fine ad un progetto che la Nato insegue da decenni: accerchiare la Russia per attaccare la Cina dall’Asia. Ecco dunque che la Nato fa rullare i tamburi di guerra. E non a caso esplode l’altra crisi geopolitica, quella della Transnistria, la striscia di territorio abitato da russofoni a oriente della Moldova. Anche la crisi dell’enclave russa di Kaliningrad non è meno grave.
Che succederà dunque? La roboante dichiarazione del presidente Macron non è una dichiarazione di guerra nell’immediato, ma è comunque molto pericolosa. Quella di Macron si può definire una pre-dichiarazione di guerra. L’ipotesi è infatti che l’Occidente, per evitare il disastro di una sconfitta sul campo, voglia andare ad un negoziato con la Russia sull’Ucraina. Perciò con la minaccia di un conflitto mondiale la Nato cerca di ammorbidire le posizioni russe, in vista di un ipotetico prossimo negoziato. Il problema è che la Russia non ammorbidisce le sue posizioni di una virgola. Ci sono questioni per la Russia non negoziabili e sono le seguenti: 1) i territori del Donbass che la Russia ha conquistato sono acquisiti e non se ne parla nemmeno; 2) la Russia non intende avere al confine ovest un paese ostile come l’attuale Ucraina, al massimo può tollerare un paese neutrale; 3) la Federazione Russa pretende che la Nato allontani i propri armamenti dai suoi confini. Le posizioni tra Nato e Russia sono con tutta evidenza molto distanti, perciò se si comincia a parlare di guerra mondiale c’è da aver paura.
