Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha sottoscritto il 24 febbraio scorso un accordo di cooperazione sulla sicurezza tra Italia e Ucraina. Così, dopo Gran Bretagna, Francia e Germania, anche l’Italia è coinvolta in questo progetto internazionale. Cosa c’è dietro questo accordo? Dopo la dichiarazione di Macron che l’Occidente può inviare propri militari in Ucraina, che cosa succederà? Se le forze armate russe sfondassero completamente la linea difensiva dell’esercito ucraino, come sta accadendo e spingessero la loro avanzata verso Kiev, allora in sostegno del governo ucraino dovrebbero intervenire truppe inglesi, francesi, tedesche e soprattutto italiane? In effetti, in questi giorni si stanno accavallando le voci di un dispiegamento dei militari della Nato in Ucraina, senza compiti di combattimento in prima linea. Questo è il massimo dell’ipocrisia. Cosa andrebbero a fare i militari della Nato in Ucraina, una bella vacanza forse? Sui siti russi circola perfino una mappa dell’Ucraina nella quale viene riportato lo schieramento dei soldati occidentali, precisamente lungo il confine con la Bielorussia e nella zona di Odessa.
Ma, questo che la Nato vada alla guerra contro la Russia in Ucraina ha tutte le caratteristiche di un mega bluff. Infatti i russi non la bevono. La Russia fin dall’inizio ha impostato la sua guerra in Ucraina come una guerra di tipo convenzionale, con l’utilizzo di qualche armamento più moderno, come missili ipersonici, droni, bombe direzionali, etc.. Non è soltanto la guerra che alla Russia riesce meglio, già ai tempi dell’Urss, ma soprattutto una guerra sostenuta da un apparato industriale che fa paura.
L’Occidente, invece, da decenni ha ormai deindustrializzato e delocalizzato la produzione, soprattutto in Cina. Bravi i nostri capitalisti! Hanno massacrato la classe operaia e la classe media (i colletti bianchi). D’altronde, perché spendere 2 mila dollari per un operaio in Usa ed Europa, quando in Cina costa soltanto 600 dollari? Bravi i capitalisti occidentali, hanno fatto un sacco di soldi! C’è un piccolo problemino, ora l’Occidente non ha più munizioni da mandare in Ucraina. Non ci sono più munizioni! E non ci sono perché le fabbriche americane ed europee sono state smantellate. A chi le chiedono le munizioni, alla Cina? Ma la Cina è alleata con la Russia e non le fornirebbe mai per uno scopo del genere (la guerra in Ucraina). Perciò, se la Nato vuole schierare militari occidentali in Ucraina, come li arma, con le cerbottane? Con le pistole ad acqua? I militari occidentali, ove fossero schierati in Ucraina, diventerebbero carne da cannone, esattamente come i poveri ucraini che muoiono a centinaia di migliaia. Ma, nel momento in cui dovessero rientrare in Italia migliaia di bare dei nostri soldati avvolte con il tricolore, il governo Meloni reggerebbe all’impatto? Mi permetto di dubitarne.



