Attentato a Mosca: cos’è l’ISIS-K e perchè avrebbe attaccato Putin?

sabato, 23 Marzo 2024
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Oltre 80 morti, più del doppio il numero di feriti, l’ISIS ha rivendicato la responsabilità degli attacchi del 22 Marzo alla sala dei concerti di Mosca. Ma le domande che potrebbero sorgere sono: “Perché l’ISIS attacca Mosca? E cos’è l’ISIS-K?”

Il Califfato Khorasan, la branca afghana dello Stato Islamico, emerge come una minaccia crescente nel panorama geopolitico attuale. Con un contingente di circa duemila combattenti, questa fazione mira a stabilire un nuovo califfato che comprenda Iran, Afghanistan, Pakistan e alcune ex repubbliche sovietiche. Il loro obiettivo è chiaro e si è manifestato con un atto inconfondibile: l’attacco mortale all’aeroporto di Kabul durante il ritiro delle truppe americane.

Fondato nel 2015 da ex membri dei talebani pachistani insoddisfatti, il Khorasan ha attratto dissidenti e si è consolidato come una forza terroristica significativa. Nonostante la perdita di alcuni leader chiave, eliminati dai droni statunitensi, il gruppo ha continuato a perseguire i suoi obiettivi, come dimostrato dall’attentato a Kabul.

Le intelligence ooccidentali hanno sempre mantenuto alta l’attenzione sul Khorasan, riconoscendo la sua capacità di reclutare mujaheddin dalle ex repubbliche sovietiche e dal Caucaso, e di guadagnare simpatizzanti in Europa. La fazione ha dichiarato guerra ai nemici storici dell’Occidente, inclusi cristiani, ebrei, russi e iraniani.

Oltre a condurre operazioni ridotte in Afghanistan contro il nuovo governo talebano, il Khorasan ha orchestrato attacchi all’estero. Un esempio è il massacro nella città iraniana di Kherman (Iran) , che ha colpito tre bersagli: gli sciiti, il regime dei mullah e il mausoleo dedicato al generale Soleimani. Dal 2020, sono stati effettuati arresti in Germania, Olanda e Austria; tutti terroristi legati al Khorasan. Recentemente, le autorità tedesche hanno sventato un attacco contro il Parlamento svedese.

Gli esperti ritengono che il Khorasan sia tornato a tattiche consolidate, con seguaci ben addestrati e capaci di costruire avamposti logistici e di infiltrare adepti per condurre attentati complessi. Questo modus operandi ricorda gli attacchi di Bataclan e dell’aeroporto di Bruxelles, nonché gli assedi di Beslan e Dubrovka, tutti caratterizzati da una ricorrente ferocia estrema.

Perchè la Russia quindi? L’ipotesi più accreditata risulterebbe anche la più semplice: Mosca è nel mirino in quanto nemico del “nuovo califfato”, attraversa una fase di alta tensione politica, soprattutto a seguito delle elezioni, ed è indebolita da una guerra lunga e dispendiosa. Un ulteriore sgambetto potrebbe essere quello fatale.

 

 

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